8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
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Pagamenti digitali, l'evoluzione della normativa e le criticità

L'evoluzione della normativa europea ha reso possibile l'insorgere di nuove tecnologie digitali legate al mondo dei pagamenti digitali. Queste potrebbero però essere minacciate dalla cosidetta Brexit

MILANO - Da una parte l’accrescere di startup legate al settore del FinTech che portano ad un ammontare di 30-40 miliardi di dollari di investimenti l’anno nel mercato. Dall’altra l’evoluzione della normativa europea (regolamento (UE) 2015/751 (IFR) e direttiva (UE) 2015/2366 (la c.d. «PSD2»)). Uno scenario piuttosto importante che genera, peraltro, timore e competizione nell’83% delle imprese dell’industria dei servizi finanziari tradizionali. E’ il mondo del FinTech, dei pagamenti digitali, che sta prendendo sempre più piede con le nuove tecnologie.

L’evoluzione della normativa
C’è da dire che l’evoluzione legislativa, nel processo, ha fatto il suo. In un’ottica di armonizzazione massima, la cosiddetta PSD2 ha generato un’estensione del terreno di competizione (level playing field) dei pagamenti digitali, permettendo la nascita di innovativi servizi per l'accesso ai conti - Payment Initiation, Account Information - e la creazione di nuovi player - Third Party Payment Services Provider (TTP). Nel novero dei cambiamenti introdotti con la PSD2, notevole rilievo assume la nuova definizione del perimetro di deroghe previste per l’uso del credito telefonico come mezzo di pagamento per l’acquisto di contenuti digitali che, da un lato, apre alla possibilità di includere servizi prima non considerati «smaterializzabili» come il Mobile Ticketing, ma, dall’altro, introduce limiti di spesa applicati a qualsiasi acquisto di bene digitale.

Il problema Brexit
Il processo di armonizzazione europeo voluto dal legislatore comunitario appare però minato dalla «Brexit». Con il referendum del 23 giugno 2016, come noto, il 52% della popolazione del Regno Unito ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea. Sebbene sia tuttora prematuro ipotizzare, con una certa accuratezza, quali siano gli scenari che si dispiegheranno nei prossimi anni, possono comunque essere fatte alcune stime, in particolare per quanto concerne l’impiego degli strumenti SEPA in transazioni da e verso il Regno Unito, l’impatto sui ricavi e sui costi dei pagamenti con carte (e quelli dei Digital Wallet) sia presso esercizi fisici sia online via internet, l’impatto sulla sicurezza dei pagamenti effettuati con strumenti emessi in UK, la ricaduta sull’operatività transfrontaliera degli istituti di pagamento e di moneta elettronica inglesi, i possibili percorsi di recepimento (ove realmente avvenisse) della PSD2 nel Regno Unito e quale impatto, tale recepimento, potrebbe produrre su TPP e banche (inglesi e comunitarie).

Quanto vale di New Digita Payment in Italia
Complessivamente il mondo dei New Digital Payment, a fine 2015, ha raggiunto un valore di transato di circa 21,5 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014), mentre i pagamenti digitali più tradizionali – pagamenti con carta in negozio – raggiungono i 153,4 miliardi di euro (+11% rispetto al 2014). Sono questi i dati risultati da un report effettuato da Osservatori.net della School of Management del Politecnico di Milano. Interessante notare come la crescita dei New Digital Payment sia innanzitutto spinta dalla componente di Mobile Payment & Commerce, che cresce del 50% rispetto al 2014, toccando quota 3 miliardi di euro. Il Mobile Remote Payment & Commerce ha raggiunto i 3 miliardi di euro nel 2015. In particolare, la componente di Mobile Remote Commerce di beni e servizi è cresciuta del 77%, arrivando a quota 1,86 miliardi di euro. Il Mobile Remote Payment di beni e servizi ha raggiunto invece i 300 milioni di euro, con i servizi di pagamento bollettini e quelli legati al mondo del trasporto che sono cresciuti rispettivamente del 172% e del 160%. Nel dicembre 2015 sono stati lanciati i primi servizi cloud-based commerciali e alcune soluzioni sono state rinnovate, in attesa che arrivino anche i grandi attori internazionali. A fine 2015 erano già 16,2 milioni gli utenti con in mano un telefono cellulare NFC e oltre 500.000 i POS contactless attivi.