20 settembre 2021
Aggiornato 06:30
meno investimenti

Brexit, cosa succede alle startup se vince il sì

Un possibile scenario di ciò che potrebbe accadere nel caso in cui il Regno Unito dovesse uscire dall'Europa. In primo luogo calerebbero gli investimenti: molte startup fintech potrebbe emigrare in altre città

LONDRA - Ci sono quelli di Forbes che definiscono il Brexit come la fine della Londra imprenditoriale, c’è la lettera «Entrepreneurs for In» scritta da oltre 200 startup a favore della permanenza del Regno Unito nell’Ue secondo cui il Brexit sarebbe «estremamente dannoso per le prospettive di imprese in avvio». Di fatto, lo scenario che si porrebbe all’alba del referendum britannico, nel caso in cui vincesse il sì, sarebbe a dir poco apocalittico. Insomma, per Londra sarebbe un vero shock, calerebbero gli investimenti, le opportunità e i posti di lavoro. Del resto, ognuno di noi ha almeno un amico che è emigrato a Londra per lavorare o fare startup.

Brexit, cosa succedere alle startup
Sono proprio le startup, infatti, che rischiano di più in caso di Brexit: stiamo parlando di un ecosistema altamente proficuo con 8,2 miliardi di euro di investimenti, 207 miliardi di fatturato e 274mila startup attive. Laddove la capitale britannica dovesse uscire dall’UE, infatti, molti startupper potrebbe preferire altre città (Berlino in testa) per sviluppare il proprio business. E poi ci sono molte startup italiane (la più famosa Soundreef) che senza il Regno Unito forse non sarebbe mai nata o comunque avrebbe fatto fatica.

Rischio per le startup fintech
E poi ci sono le startup fintech e la stretta correlazione tra la loro crescita e l’aumento di investimenti stranieri in UK, mai così alti dal 2006. Del resto, chi vuole avere successo nel settore finanziario non può che recarsi nel Regno Unito, da sempre patria europea per questo genere di attività. Il 25% degli investimenti nel settore delle startup fintech, infatti, sono avvenuti proprio in terra britannica. A dirlo è un report di Ernst and Young che ha analizzato gli impatti della Brexit sull’ecosistema fintech a Londra. Di fatto uscire dall’UE, per la Gran Bretagna vorrebbe dire meno investimenti: lo dice un investitore estero su 3. Il che potrebbe portare la Germania a diventare il primo polo di attrazione in Europa per startup soprattutto legate al mondo del fintech.

Il parere delle startup fintech
Ma cosa pensano le startup fintech? In caso di Brexit si ridurrebbe moltissimo la possibilità di reperire talenti da altre parti d’europa. Secondo il sondaggio di Financial News è questa la maggiore paura da parte degli startupper fintech. Inoltre, Londra non sarebbe più visto come un polo attrattivo, perderebbe di rilievo e quindi di potere, anche commerciale. «In caso di Brexit – scrive il quotidiano finanziario britannico – le imprese fintech che oggi, con l’approvazione della Fca, possono agire su tutto il continente, dovranno affrontare i divieti e le limitazioni dei singoli Stati». Ciò che preoccupa maggiormente gli imprenditori britannici è proprio la burocrazia e l’emigrazione delle sedi. Gli startupper potrebbero volare in America, a Lussemburgo o in altri lidi più sicuri. Insomma, anche se le statistiche dicono che la Gran Bretagna, alla fine, rimarrà in Europa, alle startup conviene sperare ancora.