30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
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Internet of Things, perché sarà rivoluzione

Si stima che il mercato dell'Internet of Things nel 2020 arrivi a 1180 miliardi di euro. Al momento ci sono 25 miliardi di dispositivi connessi e in grado di comunicare tra di loro nel mondo

I numeri dell'Internet of Things
I numeri dell'Internet of Things Shutterstock

TORINO - Mettiamocelo bene in testa, lo smartphone è destinato a soccombere e lasciare il passo all’Internet of Things, in quella che sarà un’era dove tutto sarà connesso con tutto, dalle automobili al frigorifero della cucina. Lo dice Carlo Purassanta di Microsoft, lo dice il recente rapporto di Ericsson. Insomma, è bene che cominciamo ad abituarci a un’idea alla quale, di fatto, non possiamo sottrarci.

Abbiamo 25 miliardi di dispositivi connessi
Connessione tra oggetti e persone in tempo reale che crea interazione con l’obiettivo di portare all’azione e quindi alla creazione di valore aggiunto in un tempo molto ristretto. Ma perché sarà l’era dell’Internet of Things e perché i Big stanno investendo i loro risparmi in questo settore? Un mano a capire ce la danno i numeri. Secondo un rapporto targato Cisco, la prima società europea che investe in startup, il numero di dispositivi connessi ha superato la popolazione mondiale nel 2008 e ci sono più di 25 miliardi di oggetti capaci di comunicare gli uni con gli altri via internet (una media di 3,47 dispositivi a persona) nel 2015. Questo significa che noi già siamo nell’era del «tutto connesso» solo che ancora non ce ne accorgiamo. Il fatto che ci siano oltre 25 miliardi di dispositivi in grado di comunicare gli uni con gli altri porta a sviluppare sempre più soluzioni in grado di far interagire l’uomo con l’esterno attraverso internet.

Una rivoluzione da 1180 miliardi di euro
Il valore dell’Internet of Things è riconosciuto ampiamente anche dall’Unione Europea. La Commissione ha, infatti,  dichiarato che il numero di connessioni nell’Europa dei 28 aumenterà da 1,8 miliardi nel 2013 a 6 miliardi nel 2020. Calcoli alla mano, il mercato di quella che è definita a tutti gli effetti «Rivoluzione IoT», nel 2020, ammonterà a circa 1180 miliardi di euro. A trarne maggiore beneficio saranno i settori della manifatture, la cosiddetta industria 4.0., finanziario e delle utilities. Non è difficile capire, con questi numeri, che la digitalizzazione e l’interconnettività dei prodotti e servizi contribuiscono alla competitività e a un aumento delle entrate dal 2 al 3% per anno in media. Se si considera il settore industriale europeo, i ricavi sono pari a 110 miliardi di euro all’anno.

Domotica e Internt of Things
Un settore legato all’Internet of Things che vedrà un’espansione esponenziale, sarà quello legato al mondo della domotica, la cosiddetta Smart Home. I ricavi complessivi dalla vendita di tali dispositivi, tra il 2016 ed il 2026, dovrebbero aggirarsi attorno ai 682 miliardi di dollari. E’ quanto stabilito dal nuovo rapporto «Market Data: IoT for Residential Energy Customers» in base alle vendite mondiale di tecnologie smart home e in-home system. Non parliamo solo di frigoriferi connessi, ma anche di contatori intelligenti, pannelli fotovoltaici, impianti di illuminazione, sensori digitali e soluzioni come home security ed energy storage. E’ in quest’ottica che si è sviluppato anche il progetto di Casa Jasmina, una casa completamente open source, un progetto realizzato con la collaborazione di Officine Arduino che porterà ad assaporare e investigare la vita all’interno di una casa dove tutto è connesso con tutto.

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