31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
vita social

Smartphone più importante degli amici per il 37% dei giovani, è allarme

Una ricerca evidenzia come oltre il 37% degli utenti intervistati consideri il proprio smartphone più importante degli amici o addirittura dei genitori e del partner

Cellulare più importante degli amici
Cellulare più importante degli amici Shutterstock

ROMA - Chi trova un amico trova un tesoro, anzi no: sarebbe meglio dire: «Chi trova un cellulare trova un tesoro». La sostituzione dei vocaboli nel «modo di dire» è, ovviamente, voluta. Già, perché secondo una recente ricerca condotta dalle università di Würzburg e Nottingham Trent per conto di Kaspersky Lab, per il 37% dei giovani sarebbe meglio perdere un amico che il proprio smartphone.

Smartphone più importante degli amici
Nel dettaglio, è stato chiesto agli intervistati di fare una classifica - per ordine di importanza - delle persone e oggetti presenti nella loro vita. Il risultato è stato davvero stupefacente. Il 37,4% degli utenti considera il proprio smartphone più importante o allo stesso livello degli amici più stretti. Il 29,4% considera il proprio cellulare anche più importante dei genitori, mentre il 21,2% più importante del partner. L’1,1% ha indicato lo smartphone come l’oggetto più importante della sua vita. Sorprendente anche la disponibilità degli utenti a mostrare il contenuto dei propri smartphone: il 93% degli intervistati non ha avuto problemi a rilasciare il proprio Pin, segno che il cellulare non è più solo teatro di conversazioni segrete, ma è diventato vita quotidiana a tutti gli effetti.

Smartphone come amici
«I nostri telefoni sono una parte integrante delle nostre vite e questo studio ne dà una prova psicologica. Il nostro legame con lo smartphone assomiglia all'amicizia, il che significa che tendiamo a fidarci molto di un oggetto inanimato; così tanto da considerarlo un elemento della nostra vita più vicino e importante di molte altre persone» dice Astrid Carolus, Media Psychologist alla University
of Würzburg, che ha condotto lo studio. «Avere una simile relazione emotiva con i nostri smartphone può comportare una limitazione del nostro processo decisionale quando si tratta di proteggere i dati archiviati», osserva David Emm, Senior Security Researcher di Kaspersky Lab.

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