28 settembre 2020
Aggiornato 18:00
fotografie dallo spazio

Nasa, Scott Kelly torna a casa: «Il futuro è Marte»

I cambiamenti genetici avvenuti nel corpo di Scott potrebbero servire a considerare eventuali missioni dell'uomo su Marte. Al momento restano le fotografie incredibili scattate dall'ISS

NEW YORK - La Stazione spaziale internazionale (ISS) torna sulla Terra. Sono passati 340 giorni, giorni che noi da quaggiù non possiamo neanche immaginare. Il sole è sorto più di 5mila volte, lui, l’astronauta che ha appassionato il mondo con i suoi scatti, ha viaggiato a più di 27mila chilometri orari, ha fatto crescere le zinnie nello spazio. Ha visto albe, tramonti e turbini di nuvole invadere la Terra: un po’ come se dallo spazio si potesse prevedere quello che accadrà prima che accada. Oggi, 1° marzo, Scott Kelly torna a casa.

La futura missione su Marte
«Ciò che abbiamo fatto nello spazio dimostra che possiamo superare le sfide. Se possiamo sognarlo, possiamo farlo, se lo vogliamo veramente», afferma l’astronauta americano nel corso della conferenza stampa in cui ripercorre le tappe del suo viaggio spaziale durato ben 340 giorni. Anche se i piedi sono a Terra, il cuore e la mente sono già tornati nello spazio. L’obiettivo, per lui, e per tutti gli astronauti è Marte. Una sfida «assolutamente possibile», sottolinea Scott Kelly, nonostante le difficoltà, soprattutto psicologiche, come «il dover stare isolati e lontani dalle persone a cui si vuol bene».

Esperimenti sul corpo umano
Una missione diversa quella di Scott che non detiene il primato in termini di tempo (è Valery Polyakov ad essere stato per più tempo in orbita), ma in termini di esperienza conoscitiva. Sono circa 400, infatti, gli esperimenti effettuati da Scott Kelly sull’Iss, dalla coltivazione di fiori alla rilevazione delle onde gravitazionali. E poi l’esperimento più grande, quello su stesso e sul suo gemello Mark, rimasto, invece, sulla Terra. Secondo le teorie di Einstein, infatti, il tempo scorre più velocemente in alto che in basso: in questo modo, anche se di poco, Scott sarà invecchiato più velocemente rispetto a Marck, rimasto sulla Terra. Ma c’è molto di più perché l’influenza della mancanza di gravità sul suo codice genetico potrà dire molto sulle condizioni di vita di un ipotetico uomo nello spazio. Indicazioni molto importanti in vista di un eventuale viaggio su Marte che, per Scott, sembra davvero essere solo una questione di tempo. E’ stata un’esperienza difficile, racconta Scott, ma che sicuramente ha cambiato il suo modo di vivere. Un’esperienza raccontata attraverso le fotografie. Un mare di fotografie che fanno restare col fiato sospeso.