15 aprile 2021
Aggiornato 09:00
Il futuro delle missioni spaziali

«Decollare dalla pista per lo spazio non è fantascienza»

Parola di Roberto Vittori, generale dell'Aeronautica Militare e astronauta dell'Agenzia spaziale europea, intervenuto all'evento «Italia, missione aerospazio», organizzato dal mensile Airpress.

ROMA - Il futuro dell'aerospazio è nella «sinergia tra il mondo aeronautico e il mondo delle agenzie spaziali. L'aeroplano che evolve verso lo spazioplano. Oggi utilizziamo i razzi, che hanno successo e sono efficaci ma sono al contempo costosi e rischiosi. In futuro decolleremo da pista, come oggi decolliamo per andare a Washington, per andare però nello spazio. E non è fantascienza».
Parola di Roberto Vittori, generale dell'Aeronautica Militare e astronauta dell'Agenzia spaziale europea, intervenuto all'evento «Italia, missione aerospazio», organizzato dal mensile Airpress.

Lo spazio è opportunità, ricerca e ispirazione
Con un «passato importante» e «un presente che ci posiziona», «uno sguardo al futuro - ha detto Vittori - è doveroso. Soprattutto in un momento in cui negli Stati Uniti stiamo passando alla commercializzazione delle attività spaziali, che vuol dire che stiamo andando verso l'utilizzo sistematico delle risorse extra-atmosferiche».
«Lo spazio - ha detto ancora Vittori - è opportunità, è ricerca, è ispirazione. Lo spazio è una vetrina, un punto di osservazione unico. L'astronauta che vola a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha percezione, evidenza visiva della limitatezza delle risorse dell'ecosistema terrestre. Un'opportunità unica, un monito forte a preservarle per noi, per i nostri figli, per le generazioni che verranno».
«Facciamo l'errore - ha concluso - di considerare lo spazio come una dimensione esterna a noi, ma lo spazio è già parte della nostra quotidianità. E' la prossima opportunità».

Industria italiana pronta a raccogliere sfide future
«Cinquant'anni di industria aerospaziale italiana - fatti di grandi successi, grandi competenze stratificate nel tempo, grandi collaborazioni internazionali - ci fanno guardare con entusiasmo al futuro. Quella aerospaziale è un'industria di nicchia, per il numero di addetti, caratterizzata però da competenze di altissimo livello che devono tradursi in prodotti capaci di stare sul mercato». A dirlo l'amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia Donato Amoroso durante l'evento «Italia, missione aerospazio» organizzato dalla rivista Airpress.
Di fronte all'ingresso di nuovi player e in un mercato sempre più aggressivo la nostra industria deve tutelare l'enorme patrimonio costruito nel tempo. «Le nuove tecnologie - ha detto ancora Amoroso - richiedono di essere finalizzate in modo più veloce ed efficiente e questo ci spinge a innovare i processi interni». E poi occorre «fare massa critica, sinergia tra tutte le risorse disponibili, poche o tante che siano» e in questo la cabina di regia sullo spazio rappresenta uno strumento importante.

Per l'Italia ruolo di primo piano
«L'industria aerospaziale - ha rimarcato poi Luigi Pasquali, amministratore delegato di Telespazio - è uno dei pochi settori di alta tecnologia in cui l'Italia ha un ruolo di primo piano» grazie anche all'attenzione da parte dei governi che si sono succeduti negli anni, in particolare con l'apporto della Difesa (ad esempio con Cosmo SkyMed) , che le hanno consentito di maturare e di offrire tecnologie spaziali distintive «che ci pongono in una posizione primaria nell'ambito delle collaborazioni internazionali».
«Abbiamo un patrimonio ricchissimo - ha sottolineato Pasquali - che a volte non riusciamo a cogliere nella sua interezza. Abbiamo grandi industrie e Pmi. Abbiamo il Cira che si sta dando il ruolo di hub dell'innovazione tecnologica. Abbiamo il centro del Fucino da cui controlliamo i satelliti. Con questo patrimonio abbiamo titolo a giocare un ruolo importante nelle sfide del futuro». Space Economy - ha concluso l'ad di Telespazio - vuol dire usare lo spazio come strumento abilitante. «Anche sul tema della sicurezza oggi così urgente, lo spazio è strumento abilitante. Così come per l'ambiente».