28 giugno 2017
Aggiornato 15:30
L'anali del portale IlSocialPolitico.it

Su Twitter l'Islam moderato non fa rumore

In Italia l'argomento #notinmyname alla fine della giornata di sabato è risultato infatti solo il 14esimo #hashtag più twittato nel nostro paese. Un risultato assai modesto, tenendo conto che su Twitter si è parlato più del «clasico» tra Real Madrid e Barcellona (13esimo argomento) piuttosto che della manifestazione di Roma.

ROMA - La manifestazione #notinmyname, organizzata dalle associazioni dei musulmani italiani, non sfonda sui social network. Questo nonostante la copertura media, soprattutto televisiva, anche nei giorni precedenti sia stata molto ampia. E' l'analisi di IlSocialPolitico.it, primo «social magazine» che indaga sull'attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali. Se si prova poi «a paragonare l'impatto della propaganda dell'Isis sui social network con la risposta data dall'islam moderato il confronto è impietoso», evidenzia IlSocialPolitico.it.

Il risultato dell'analisi non lascia margine di dubbio. L'hashtag #notinmyname, associata ai cortei, ha viaggiato a una media di circa 408 tweet l'ora. Un risultato comunque buono ma ottenuto soprattutto grazie ai contenuti postati all'estero e quindi non direttamente collegabili alle manifestazioni andate in scena sabato nel nostro Paese.

In Italia l'argomento #notinmyname alla fine della giornata di sabato è risultato infatti solo il 14esimo #hashtag più twettato nel nostro paese. Un risultato assai modesto, tenendo conto che su Twitter si è parlato più del «clasico» tra Real Madrid e Barcellona (13esimo argomento) piuttosto che della manifestazione di Roma.

A questo va aggiunto che anche i profili ufficiali delle associazioni organizzatrici della manifestazione «sono stati molto tiepidi nella comunicazione, ottenendo un livello di coinvolgimento tra i propri follower davvero basso».

«L'Ucoii addirittura non ha aggiornato il suo accont Twitter per mandare un messaggio di solidarietà alla manifestazione o alle vittime della strage di Parigi, restando fermo al 28 ottobre. Su Facebook l'Ucoii ha scritto vari post sulla manifestazione di sabato e di cordoglio per le vittime degli attentati di Parigi, senza però mai ottenere più di una ottantina di 'mi piace'», sottolinea IlSocialPolitico.it. Stesso discorso vale per l'altra associazione organizzatrice, la Coreis, «che ha solo un profilo Facebook che però non viene aggiornato dal 5 novembre».

Le parole chiave più citate nei singoli tweet su #notinmyname sono state «excuse» (scuse) e «faith» (fede)». Tutti tag non italiani che testimoniano la non viralità del topic. Del resto l'hashtag in questione non è stato creato ad hoc per l'evento di sabato ma subito dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre. «Il fatto che nessuna parola italiana sia riuscita a far breccia nel topic, nonostante quasi tutti i principali influencer italiani (Repubblica, Skytg24, il Corriere della Sera) abbiano twettato sull'argomento, testimonia il fallimento dell'iniziativa», sentenzia il social magazine.