23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
La rete come bene comune

Boldrini: «Internet è bene comune, non lasciarlo in mano ai privati»

Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo all'assemblea nazionale francese dove oggi ha firmato, la Dichiarazione comune sui diritti in internet.

PARIGI - «La rete come bene comune, principio affermato nella nostra dichiarazione congiunta, non può essere lasciato nelle sole mani dei privati, né tanto meno in quelle dei governi autoritari, come succede purtroppo in molti Paesi». Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo all'assemblea nazionale francese dove oggi ha firmato, la Dichiarazione comune sui diritti in internet.

«Non mi trovo d'accordo infatti - ha sottolineato la terza carica dello Stato - con chi sostiene che per tutelare Internet è necessaria l'assenza di regole. Le regole infatti già ci sono ma sono dettate o dai grandi soggetti economici, che hanno di mira naturalmente il loro esclusivo tornaconto economico, ovvero da Stati che ne vogliono imbrigliare e limitare l'accesso come luogo di emancipazione e partecipazione democratica».

«Tra i grandi cambiamenti che attraversano le nostre democrazie - vi è sicuramente Internet, la rete. Straordinario spazio di comunicazione, confronto, di partecipazione dal basso, di sviluppo economico e sociale, divenuto ormai presenza indispensabile nella nostra vita quotidiana, professionale, politica e sociale. Uno spazio di cui dobbiamo preservare la capacità di libero sviluppo, di accesso e di neutralità. Un luogo dove i diritti della persona devono comunque trovare altrettanta tutela e vedere garantita la loro piena efficacia oggi minacciata da un'aggressione ai dati personali, da fenomeni violenti come il cyberbullismo, dalla creazione di oligopoli, dalla censura e dalla sorveglianza di massa».

Boldrini ha ricordato «quello che la co-Presidente della commissione francese Christiane Féral-Schuhl ci ha detto durante la sua audizione a Roma: 'Il legislatore, di concerto con la società civile, deve intervenire per proteggere le libertà in rete, richiamare e definire nuovi principi, diritti e doveri su internet nell'era digitale'. Parole che condivido pienamente. Dinanzi a questi fenomeni i nostri Parlamenti si devono quindi attrezzare con strumenti anche innovativi».

Quanto alla Dichiarazione sottoscritta oggi, ha osservato Boldrini, «si tratta di un insieme di principi dal valore per così dire costituzionale e necessariamente sovranazionale, che auspichiamo possano essere oggetto di confronto in tutte le sedi internazionali, a cominciare ad esempio dal prossimo Internet Governance Forum in Brasile a novembre. In questi giorni stiamo lavorando alla presentazione e poi all'approvazione da parte dell'Assemblea della Camera di una mozione che impegni il Governo a sostenere in tutte le sedi i principi enunciati nella Carta».

(con fonte Askanews)