24 luglio 2019
Aggiornato 00:30
Internet & Editoria

Google Digital News Initiative

Il progetto prevede di aiutare gli editori che continuano ad avere difficoltà a fare incassi con le loro versioni online. L'annuncio è arrivato in una intervista del Financial Times di Carlo D'Asaro Biondo, a capo della divisione partnership in Europa del colosso americano, e comprende una alleanza con 9 quotidiani per aumentare le loro attività digitali e i loro modelli di business.

NEW YORK - Google si prepara a cambiare il suo servizio di notizie dopo una serie di critiche e di provvedimenti penali per non aver pagato i diritti di autore ai quotidiani che cita nella sua rassegna. Il nuovo progetto - conosciuto come Digital News Initiative - prevede di aiutare gli editori che continuano ad avere difficoltà a fare incassi con le loro versioni online. L'annuncio è arrivato in una intervista del Financial Times di Carlo D'Asaro Biondo, a capo della divisione partnership in Europa del colosso americano, e comprende una alleanza con 9 quotidiani per aumentare le loro attività digitali e i loro modelli di business.

L'iniziativa comprende la formazione ai giornalisti, lo sviluppo di prodotti digitali e 150 milioni di euro in borse per sostenere progetti innovativi nei prossimi tre anni. Tra i giornali che faranno parte del progetto ci sono il Financial Times e ancora il Guardian, Les Echos per la Francia, El País in Spagna e Die Zeit per la Germania. Per l'Italia la Stampa. Nel corso dell'intervista Carlo D'Asaro Biondo ha ricordato che il cambiamento sarà duplice e coinvolgerà sia la piattaforma di Google (e il modo in cui l'abbiamo conosciuta finora) che l'approccio che i quotidiani hanno alle notizie digitali. «Voglio fare meglio per la stampa, e so che possiamo fare meglio per la stampa», ha detto.

Negli scorsi anni in Europa Google era stata fortemente criticata per l'uso delle notizie dei quotidiani attraverso Google News. Molti editori avevano attaccato il colosso sostenendo che per anni avesse rubato traffico generato dalle notizie dei siti, a svantaggio di quei portali che avevano attivato un paywall per la lettura. Nel 2014 ad esempio Google aveva chiuso il servizio in Spagna dopo l'approvazione di una legge che prevedeva il pagamento di denaro ai siti di notizie anche per la pubblicazione di piccoli estratti coperti da diritto di autore.

Proprio sulle notizie a pagamento Google starebbe valutando nuove strade: «Questa è una delle aree che vogliamo sviluppare», ha detto D'Asaro Biondo, aggiungendo: «Possiamo anche inserire un modo per far pagare le ricerche se riusciremo a capire in che modo il mondo si sta muovendo». Il manager in questo caso ha fatto riferimento a Play Store, il negozio per acquistare app di Google, che solo lo scorso anno ha generato 7 miliardi di dollari di incassi. E che potrebbe essere usato come piattaforma attraverso la quale incassare denaro legato alle news. Tuttavia - ha concluso D'Asaro Biondo - la decisione non spetta né a Google, né ai quotidiani, ma ai lettori.