19 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Missioni spaziali

Marte, ritrovata «Beagle 2»

Il moitvo per cui la sonda non è mai riuscita a stabilire un contatto radio con la Terra sembra essere stato il mancato dispiegamento dei pannelli solari di alimentazione della sonda.

NEW YORK - «Beagle 2», la sonda dell'ESA atterrata su Marte nel 2003 e di cui si erano perse le tracce, è stata localizzata dalle immagini del Mars Reconaissance Orbiter della NASA, all'apparenza intatto.

Come spiega il sito della Bbc dunque le immagini confutano l'ipotesi in base alal quale la sonda sarebbe stata distrutta da un impatto ad alta velocità: il moitvo per cui «Beagle 2» non è mai riuscito a stabilire un contatto radio con la Terra sembra essere stato il mancato dispiegamento dei pannelli solari di alimentazione della sonda.

Oltre a rimanere a corto di elettricità infatti il mancato dispiegamento avrebbe fatto sì che l'antenna di comunicazione rimanesse «oscurata» dai «petali» su cui sono montati i pannelli solari: un guasto causato «dalla sfortuna», magari un rimbalzo un po' più forte tanto da deformare leggermente la struttura, oppure un'airbag forato quel tanto che bastava da impedirne la separazione dal lander.

I dati raccolti dall'orbita confermano poi che il «Beagle 2» aveva toccato il suolo ad appena cinque chilometri dal centro della sua «zona di atterraggio». La commissione di inchiesta dell'Esa aveva stabilito che le cause andavano cercate in un'inadeguata sperimentazione dei vari componenti e nell'insufficienza dei fondi allocati per la missione, appena 60 milioni di euro.

La commissione aveva diffuso un rapporto con 19 raccomandazioni divenute oggi pratica standard, come il mantenimento del contatto con al sonda durante tutte le fasi della discesa e non solo una volta effettuato il touchdown.