10 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Un viaggio tecnologico durato 20 anni

Su Rosetta sventola il tricolore

«E' un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi», ha detto il premier Matteo Renzi. Un viaggio tecnologico, quello di Rosetta, iniziato 20 anni fa, e che ci porterà a ritroso sino all'origine del Sistema Solare

ROMA - «E' un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare la sonda Esa Rosetta fin laggiù». Così su twitter il premier Matteo Renzi, sul successo della missione spaziale che ha portato la sonda Rosetta ad atterrare sulla cometa 67P/TG, nota anche come Churyumov-Gerasimenko. 

LA SONDA È GIÀ PIÙ CHE MAGGIORENNE - Un successo durato 10 anni e 8 mesi, da quando, in quel 2 marzo 2004, la sonda è stata lanciata nello spazio. In realtà, però, il viaggio tecnologico che ha portato alla messa a punto di questa perla della tecnologia spaziale iniziò 20 anni fa, quando la sonda omonima alla famosa stele venne progettata. Oggi, il modulo Philae, dal nome dell'isola del Nilo dove fu rinvenuta l'obelisco usato per interpretare la scrittura egizia, è stato sganciato sulla sulla cometa Churyumov-Gerasimenko.

DALLA COMETA, INIZIA UN VIAGGIO INDIETRO NEL TEMPO - Da qui, comincerà un altro viaggio, questa volta indietro nel tempo. Le comete, infatti, sono dei veri e propri messaggi cosmici, che permettono di decodificare la parte iniziale della scrittura del Sistema Solare. Costata circa un miliardo di euro e dal peso approssimativo di tre tonnellate, la sonda trasporta ventuno strumenti scientifici, undici dei quali sulla navicella orbitante e dieci sul lander, il piccolo robot che sbarcherà sulla superficie della cometa. «La missione è targata Esa (l’Agenzia spaziale europea), ma l’Italia, insieme a Germania e Francia, è tra i maggiori contributori – ha precisato Enrico Flamini,  coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana -. Italiano è, ad esempio, il trapano che perforerà la superficie della cometa. Come made in Italy sono il porta campioni, il forno, tutti miniaturizzati, e i pannelli solari».​