18 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Internet & Fisco

Amazon nel mirino dell'UE

L'antitrust di Bruxelles ha inviato al Lussemburgo una richiesta di informazioni per capire che genere di accordo privilegiato intercorre con il gigante americano del commercio online. L'indagine sulle pratiche di elusione fiscale delle multinazionali portate avanti con la complicità di alcuni Stati segue alcuni casi simili: quello di Apple in Irlanda, Starbucks nei Paesi Bassi.

NEW YORK - Amazon e il Lussemburgo sono sotto la lente della Commissione europea. L'antitrust di Bruxelles ha inviato al Granducato una richiesta di informazioni per capire che genere di accordo privilegiato intercorre con il gigante americano del commercio online. L'indagine sulle pratiche di elusione fiscale delle multinazionali portate avanti con la complicità di alcuni Stati segue alcuni casi simili: quello di Apple in Irlanda, Starbucks nei Paesi Bassi e Fiat Finance and Trade (società anonima interamente controllata da Fiat s.p.a.) sempre in Lussemburgo.

AMAZON RESPINGE LE ACCUSE - Gli investigatori della UE, guidati dal commissario per la concorrenza Joaquin Almunia, credono che il Granducato abbia concesso ad Amazon condizioni fiscali particolari, grazie ad una legge del 2003 che limiterebbe il totale delle tasse pagate dal colosso di Internet ad appena l'1% dei suoi introiti nel mercato europeo. Lo riporta il Financial Times.
Amazon da parte sua respinge le accuse. Nel 2013 l'azienda ha registrato vendite per oltre 13 miliardi di dollari e utili per 28,8 milioni che sono transitati attraverso la sua centrale operativa in Lussemburgo.

IL RUOLO DI JUNCKER - Il piccolo Stato europeo aveva inizialmente rifiutato di collaborare con Bruxelles, quando l'indagine era partita per la prima volta alcuni mesi fa, spingendo la Commissione a un'ingiunzione formale. Mentre il Lussemburgo sta ancora combattendo il suo caso in tribunale, c'è stata una maggiore cooperazione da quando è stato nominato a capo della Commissione Claude Juncker, ex premier del Granducato e responsabile dell'accordo nel 2003.