19 ottobre 2019
Aggiornato 14:30
Privacy

Garante: «Il Datagate punto di non ritorno nel rapporto tra privacy e sicurezza»

Antonello Soro, presentando oggi in Senato la Relazione sull'attività svolta nel 2013 ha detto: «Le rivelazioni di Edward Snowden hanno rilanciato l'esigenza di porre la tutela dei dati a fondamento dello statuto di cittadinanza».

ROMA - «Il Datagate ha rappresentato un punto di non ritorno nel rapporto tra privacy e sicurezza»: lo ha sottolineato il Garante per la privacy Antonello Soro, presentando oggi in Senato la Relazione sull'attività svolta nel 2013.

PROTEGGERE PRIVACY PER LIBERTA' - «Le rivelazioni di Edward Snowden hanno rilanciato l'esigenza di porre la tutela dei dati a fondamento dello statuto di cittadinanza, perché - ha sottolineato Soro - in un mondo segnato dall'incontenibile affidamento alla tecnologia di parti essenziali della nostra esistenza, proteggere i nostri dati, significa proteggere la nostra vita e la nostra libertà».

PRISM PERICOLO PER DEMOCRAZIA - E, «in modo quasi specularmente opposto all'11 settembre, che aveva così mutato la percezione delle nuove minacce, inducendo tolleranza per crescenti limitazioni della libertà in nome di un'idea, rassicurante sebbene illusoria, della sicurezza» - ha ricordato il Garante - «le rivelazioni su Prism hanno dimostrato quanto possa essere rischiosa per la democrazia la combinazione in un unico Paese, ancorché democratico tra concentrazione dei principali provider e leggi emergenziali contro il terrorismo».