16 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Informatica

«Computer pensante» si finge persona e passa il test di Turing

Eugene Goostman è un ragazzino di 13 anni: o almeno così ha fatto credere a un terzo delle persone che hanno chattato a distanza con lui, superando in tal modo il test di Turing, ovvero una delle pietre miliari nel campo dell'intelligenza artificiale.

LONDRA - Eugene Goostman è un ragazzino di 13 anni: o almeno così ha fatto credere a un terzo delle persone che hanno chattato a distanza con lui, superando in tal modo il test di Turing, ovvero una delle pietre miliari nel campo dell'intelligenza artificiale. Perché Eugene Goostman, come spiega il quotidiano britannico The Guardian, in realtà è un programma informatico creato dal russo Valdimir Vesolov e dall'ucraino Eugene Demchenko, in grado di tenere una conversazione in modo tale da essere scambiato per un vero essere umano - il che, secondo Turing, sarebbe stata prova sufficiente della capacità di una macchina di «pensare». La scelta di emulare un ragazzino è stata dettata dalla necessità di poter scrivere un programma che non avesse bisogno di apparire onniscente, pur spaziando tra tutti i possibili argomenti: in altre parole, la sua possibile ignoranza non avrebbe fatto che accrescerne la verosimilitudine.

IL PRECEDENTE  - A dire la verità il test era stato superato nel 2011 anche da un altro programma denominato Cleverbot e che era stato scambiato per un vero essere umano dal 59% dei suoi interlocutori: tuttavia il software era basato su un database di conversazioni reali e dunque era stato considerato troppo poco «intelligente». Il superamento del test è avvenuto nel sessantenario della morte di Alan Turing, i cui studi gettarono le basi della moderna informatica e che nonostante i meriti di guerra e scientifici solo nello scorso dicembre è stato riabilitato dal proprio Paese - su richiesta della comunità scientifica - da una condanna per «atti osceni». Perseguitato dalle autorità perché omosessuale - condizione che rimarrà un reato per il codice penale britannico fino al 1967 - Turing preferì infatti sottoporsi alla castrazione chimica piuttosto che rischiare il carcere e la perdita della cattedra di matematica a Manchester.

LA «MACCHINA UNIVERSALE» - Prima ancora di essere arruolato per la decrittazione dei codici «Ultra» - un'operazione che rimase un segreto di Stato per molti anni, tanto che Winston Churchill non ne fa alcuna menzione nella sua monumentale Storia della Seconda Guerra Mondiale - Turing aveva pubblicato uno dei più importanti studi sulla computabilità, che conteneva appunto l'idea della sua «macchina universale» alla base dei moderni calcolatori.
Dopo la guerra lavorò sui primi prototipi di calcolatori mettendo a punto il celebre «test di Turing», in base al quale sarebbe stato possibile affermare se una macchina fosse altrettanto intelligente di un essere umano (ovvero da risultare indistinguibile da una persona in un test di domande e risposte a distanza).
Già nel 1966 venne istituito un «Premio Turing» assimilabile a un Nobel per l'informatica: trent'anni dopo il settimanale Time inserì Turing nella lista delle personalità più importanti del XX secolo e nel 2001 Manchester gli dedicò una statua.