29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
Dal 2030 una stazione abitata

La Russia punta alla Luna

Lo ha annunciato il capo della pianificazione strategica e programmi mirati di Roscosmos, l'agenzia spaziale di Mosca, Yuri Makarov. Secondo cui «c'è tutto il necessario (se l'acqua verrà trovata) al fine di fornire il necessario per la vita della stazione, carburante per missili, materiali da costruzione: tutto»

MOSCA - A partire dal 2030 sulla Luna potrebbero apparire stazioni abitate da esseri umani. In Russia stanno pensando di creare basi permanenti con equipaggio sul nostro satellite naturale, utilizzando le risorse là esistenti e i «materiali da costruzione». Lo ha annunciato il capo della pianificazione strategica e programmi mirati di Roscosmos, l'agenzia spaziale di Mosca, Yuri Makarov. Secondo cui «c'è tutto il necessario (se l'acqua verrà trovata) al fine di fornire il necessario per la vita della stazione, carburante per missili, materiali da costruzione: tutto».
Makarov ha detto che il programma spaziale federale ha in programma due progetti «Luna-Glob» e «Luna-risorse». Inoltre la spedizione lunare aiuterà in futuro a effettuare il tanto atteso volo con equipaggio su Marte.

Negoziato russo-kazako su Baikonur - In settimana Russia e Kazakistan s'incontreranno un'altra volta per cercare di dirimere il contrasto che è insorto tra i due Paesi sull'utilizzo del cosmodromo di Baikonur. Lo scrive oggi l'agenzia di stampa Interfax.
«Le delegazioni di lavoro russa e kazaka avranno un incontro in settimana», ha spiegato il capo dell'agenzia spaziale russa Vladimir Popovkin. Secondo il funzionario russo, la delegazione di Mosca segnalerà che la quantità di sostanze nocive che usciranno dai nuovi vettori Proton-M sarà inferiore e che non è previsto che provochino danni ambientali. Per Popovkin, insomma, «ci sono disaccordi che però possono essere risolti».
La settimana scorsa, dopo che è diventata di dominio pubblico una nota di protesta russa per la decisione di Astana di tagliare da 17 a 12 i lanci di satelliti previsti da Baikonur, sede storica dell'industria spaziale prima sovietica e poi russa, che si trova in territorio kazako, c'è stato un incontro a livello di ministri degli Esteri.

Mosca ha in affitto il cosmodromo fino al 2050 - I capi delle diplomazie dei due Paesi hanno minimizzato le frizioni tra Mosca e Astana e, tuttavia, non hanno firmato alcun accordo. In particolare le posizioni sono discrepanti relativamente alla definizione della zona di caduta dei primi stadi dei vettori Proton-M.
Su questo punto la posizione kazaka s'è irrigidita dal 2007, quando un razzo Proton-M con a bordo un satellite giapponese per le telecomunicazioni esplose poco dopo il lancio. I frammenti non fecero vittime, ma caddero nelle vicinanze della città di Zhezkagan, dove casualmente si trovava in visita il presidente Nursultan Nazarbaiev.
La Russia ha un affitto di lungo periodo per il cosmodromo, che è lo storico sito dell'industria spaziale sovietica prima e russa poi. Ogni anno paga 115 milioni di dollari e il contratto scadrà nel 2050. Recentemente, tuttavia, il Kazakistan ha mostrato la tendenza a voler aumentare il proprio controllo sul cosmodromo, mentre la Russia stessa sta costruendo un'altra base alternativa nella regione dell'Amur, in Estremo Oriente.