10 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Finita l'era delle navette

Dall'Agenzia spaziale russa l'onore delle armi allo Shuttle

Ma non cela la soddisfazione: «Siamo rimasti solo noi a portare astronauti»

MOSCA - Con l'ultimo atterraggio oggi in Florida, lo Space Shuttle «Atlantis» ha posto fine a un'epoca e l'avversario di sempre della Nasa, l'agenzia spaziale russa Roskosmos, ha voluto concedere l'onore delle armi al concorrente.
«L'atterraggio oggi d'Atlantis mette fine senza alcun dubbio a uno dei capitoli importanti della storia della conquista dello Spazio», ha sottolineato Roskosmos in un comunicato. «In trent'anni - ha continuato - le navette hanno assicurato non solo l'accesso allo spazio per degli uomini, ma anche la messa in orbita di carichi voluminosi, senza i quali la costruzione della Stazione spaziale internazionale (ISS) non sarebbe stata senza dubbio possibile».

Accanto al fair-play, tuttavia, traspare una malcelata soddisfazione dal parte del concorrente russo che vent'anni fa dovette fermare il programma per la costruzione del suo shuttle, la navetta spaziale Buran, a causa della caduta dell'Unione sovietica. «L'era delle navette è finita», afferma Roskosmos. «Per la Russia - continua - è l'inizio di una nuova tappa nel quadro del programma ISS, nella quale le navette spaziali Soyuz non hanno più doppioni».
In effetti la Soyuz russa, erede di quella Soyuz che nel 1961 portò il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin, resta l'unico mezzo che possa portare astronauti e cosmonauti sulla stazione spaziale e non andrà in pensione «almeno fino al 2016». Anche perché - ha tenuto a precisare l'agenzia russa - non si tratta come accusa qualcuno di «una vecchia navetta» ma d'un mezzo «costantemente modernizzato».