19 agosto 2022
Aggiornato 18:30
Strategie innovative contro l’Alzheimer

Progetto Sociable, gruppo di lavoro internazionale in questi giorni a Forlì

Esperti di quattro stati europei a Forlì per mettere a punto le prossime tappe del programma “Sociable”, promosso dall’Unione Europea

FORLI' - Allontanare il più possibile il rischio Alzheimer, tenendo allenata e vigile la mente. Grazie alle nuove tecnologie si può e proprio in questi giorni, a Forlì, esperti di quattro stati europei (Grecia, Norvegia, Spagna, Italia) stanno mettendo a punto le prossime tappe del programma «Sociable», promosso dall’Unione Europea per sviluppare computer speciali dotati di test e giochi elettronici destinati all’anziano a rischio di declino cognitivo.

Forte della partecipazione di ben 11 partners, di cui quattro tecnologici (Cedaf, Singular Logic di Atene, Lab Human di Valencia, Aiju di Alicante), tre socio-assistenziali (comuni di Trondhheim, Kifissia e Forlì), e quattro sanitari (Hygela di Atene, Previ di Valencia, Fondazione S. Lucia di Roma e U.O. di Geriatria di Forlì), il gruppo di lavoro si è ritrovato ieri e oggi all’ospedale «Morgagni-Pierantoni», in sala Pieratelli, per pianificare le attività dei prossimi mesi e valutare i primi risultati.

«Le ditte coinvolte stanno studiando come realizzare concretamente le nuove tecnologie, mentre ai soggetti socio-sanitari spetta l’analisi del loro possibile impatto e del loro utilizzo da parte di quanti sono a rischio Alzheimer – illustra il dottor Giulio Cirillo, direttore dell’U.O. di Geriatria dell’Ausl di Forlì e referente medico-scientifico del progetto - Per quanto ci riguarda, in questi primi mesi abbiamo creato, insieme al Comune di Forlì, un’equipe multidisciplinare socio-sanitaria chiamata a effettuare un’indagine sulla nostra popolazione anziana, così da selezionare i pazienti candidabili alla sperimentazione e capire il loro grado di interesse a una terapia con nuove tecnologie». Non tutti, infatti, sono adatti. «Occorrono un’età non troppo avanzata, un certo livello culturale e, naturalmente, la disponibilità – spiega il dottor Cirillo - Alla fine, è emerso da una parte un atteggiamento più che positivo all’uso di tecnologie, se pur correlato al livello socio-educativo del soggetto, dall’altra una forte aspettativa da parte dei famigliari».

D’altronde, nella realtà locale, l’Alzheimer è una malattia con una forte incidenza. «Il nostro Centro esperto della memoria, diretto dalla dottoressa Antonella Angelini – rivela il direttore – registra ogni anno oltre 400 nuovi casi, eseguendo più di mille controlli di follow up su persone affette da tale patologia». E’ anche per questo che si guarda con grande interesse alle nuove frontiere aperte dai costanti sviluppi tecnologici odierni. «Se si considera che, sino ad ora, al paziente con iniziale demenza venivano proposti solo esercizi con carta e matita, il passo avanti è notevole - rivela il dottor Cirillo - i nuovi computer oggi allo studio prevedono infatti sia la possibilità di un’interazione tattile sia consolle in grado di far giocare tre o quattro persone alla volta, in modo tale da sviluppare non solo le capacità intellettive ma favorire anche la socializzazione». Tuttavia, aggiunge il direttore, «le nuove terapie non saranno risolutive, ma andranno ad aggiungersi a quelle farmacologiche, e non, attualmente consigliate dalle evidenze scientifiche».

«La letteratura prova che uno stile di vita sano, con attività fisica, sociale e intellettiva può moderare il rischio di sviluppare la patologia – conclude il dottor Cirillo - E’ per questo che oggi si scommette molto sull’evoluzione tecnologica della riabilitazione cognitiva, volta ad allenare la mente attraverso l’uso del computer, così da prevenire e/o rallentare il declino cognitivo».