8 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Lo rileva uno studio

Gli animali che dormono di più hanno un sistema immunitario più resistente

Le scoperte, pubblicate nella rivista BMC Evolutionary Biology, portebbero aiutare a chiarire il ruolo del sonno nella risposta immunitaria umana

Biologi evoluzionisti britannici, statunitensi e tedeschi hanno scoperto che gli animali che passano più tempo a dormire soffrono meno di infezioni parassitarie e hanno una maggiore concentrazione di cellule immunitarie in circolo. Le scoperte, pubblicate nella rivista BMC Evolutionary Biology, portebbero aiutare a chiarire il ruolo del sonno nella risposta immunitaria umana.

«Il sonno è un'enigma biologico,» dichiarano gli autori. Secondo il ricercatore capo, il dott. Brian Preston dell'Istituto Max Planck per l'antropologia evoluzionistica in Germania, benché il sonno assorba molto del nostro tempo e sia stato ampiamente studiato, nessuno è ancora riuscito a spiegare perché le diverse specie hanno sviluppato una tale differenza nel loro bisogno di sonno.

Il sonno è uno stato delicato e apparentemente non produttivo in cui gli animali hanno scarsa consapevolezza di ciò che avviene attorno a loro. Dato che il sonno sembra aumentare il rischio di essere sorpresi da un predatore e ridurrebbe anche le possibilità di trovare cibo o di riprodurci, è sorprendente che passiamo così tanto tempo dormendo. «Per bilanciare questi costi,» recita lo studio, «i benefici del sonno devono essere considerevoli.»

Tuttavia, le ricerche sulla relazione specifica tra l'evoluzione dei pattern del sonno e di fattori come la riparazione o l'apprendimento cerebrale hanno ottenuto risultati eterogenei. In questo ultimo studio il team ha indagato sulla teoria secondo la quale il sonno migliorerebbe la funzione immunitaria (che richiede una quantità notevole di energia), confrontando le rilevazioni dei tempi di sonno delle varie specie (le diverse specie di mammiferi dormono tra le 3 e le 20 ore al giorno) con informazioni sulla funzione immunitaria e il parassitismo.

Gli scienziati hanno usato informazioni provenienti da due banche dati: il Sistema internazionale di informazione sulle specie, che ha fornito informazioni sulla composizione del sangue degli animali sani dei giardini zoologici, e il Global Mammal Parasite Database, che contiene dati sulla prevalenza di virus, batteri e miceti che infettano gli animali selvatici. Questi dati sono stati confrontati con le informazioni sui pattern del REM (rapid-eye-movement) e del NREM (non-rapid-eye-movement) nelle stesse specie, raccolte attraverso una ricerca approfondita nella letteratura esistente.

Si è scoperto che con l'allungarsi dei tempi del sonno delle specie, la quantità dei loro leucociti aumenta in maniera esponenziale: un aumento di 14 ore nei tempi del sonno corrispondeva ad un aumento del 615% dei leucociti. Questo si è rivelato vero per quattro dei cinque tipi di leucociti presi in esame. Da notare che i biologi hanno determinato che con tempi di sonno prolungati, la quantità di altri componenti sanguigni non aumenta. Questo suggerisce un aumento generale delle difese immunitarie dell'animale, ma non della produzione di altri tipi di cellule.

Si è altresì scoperto che il numero di leucociti in circolo aumentava parallelamente con la prolungata durata sia del sonno REM che di quello NREM, in contraddizione con alcune scoperte fatte in precedenza.

È importante notare che i ricercatori hanno osservato che nelle 12 specie delle quali si sono potuti studiare i parassiti, il numero di infezioni parassitarie diminuiva con l'aumentare dei tempi del sonno.

«I nostri risultati sono coerenti con il fatto che la resistenza parassitaria abbia ricoperto un ruolo importante nell'evoluzione del sonno e suggerisce quindi che il sonno abbia un significato immunologico superiore a quanto venisse finora riconosciuto,» recita lo studio.

«Riteniamo che il sonno alimenti il sistema immunitario,» concludono gli autori, in contraddizione con la nozione diffusa che il sonno sia soprattutto legato alla funzione cerebrale. «I nostri risultati suggeriscono che le specie di mammiferi che passano più tempo dormendo sono in grado di investire maggiormente nel loro sistema immunitario, e sono quindi più protette dalle infezioni parassitarie.»

Le scoperte mettono in evidenza la necessità di affrontare l'aumento dei disturbi del sonno e la diminuzione dei tempi del sonno dell'uomo osservati nei decenni recenti. Gli autori sottolineano il bisogno di determinare i meccanismi fisiologici che sostengono l'influsso del sonno sul sistema immunitario, in modo da poter stabilire chiaramente il rapporto che intercorre tra la carenza di sonno e la suscettibilità alle infezioni.

Per ulteriori informazioni, visitare:
BMC Evolutionary Biology