19 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Il video-editoriale

La distruzione delle statue del generale Lee significa aver paura della propria storia

Gli abbattimenti di statue si sono sempre visti nella storia dell'umanità, da Chavez in Venezuela all'Isis a Palmira. Civiltà significa saper fare i conti col proprio passato, non nasconderlo

ROMA - Gli abbattimenti di statue si son sempre visti nella storia dell'umanità, da Chavez in Venezuela all'Isis a Palmira. Civiltà significa saper fare i conti col proprio passato, non nasconderlo. Nel romanzo «1984» di George Orwell il protagonista Smith Winston lavora al Ministero della Verità con l'incarico di riscrivere la storia affinché si adatti alle verità divulgate dal Grande Fratello. Questo passaggio del romanzo mi è venuto alla mente quando ho letto dell'accanimento con cui nell'America del sud stanno procedendo ad abbattere le statue di Jefferson e Lee affinché la storia patria si adatti meglio all'immagine che l'America vuole avere di se stessa. Jefferson fu il primo ed unico presidente degli Stati Confederati, quelli che volevano il mantenimento della schiavitù, e Lee colui che ne guidò l'esercito.

Dagli Usa all'Ucraina
I benpensanti degli stati del sud degli Stati Uniti sono in buona compagnia planetaria, l'Ucraina ha recentemente annunciato l'abbattimento di tutte le 1.300 statue di Lenin che si trovavano nel territorio nazionale, i vari busti di Stalin, Hitler e Franco erano già stati spazzati via, assieme a quelli dei regali nella Francia post rivoluzionaria, alle statue del Buddha quando in Afghanistan si è imposta una visione integralista dell'Islam, o i simboli delle antiche religioni mesopotamiche quando i miliziani dell'Isis hanno fatto irruzione nel museo di Palmira e ai recenti abbattimenti di Chavez in Venezuela.

Abbattere la storia
A Chicago si sta riflettendo se abbattere la statua dedicata a Italo Balbo, gerarca fascista che nel 1933 raggiunse in aereo il capoluogo americano compiendo un'impresa epica per il tempo ed anche a casa nostra la Boldrini più volte ha dichiarato che vedrebbe di buon occhio l'abbattimento dei simboli del fascismo. I martelli si sono sempre mossi nella convinzione di fare qualcosa di giusto ma in questo modo si riducono in polvere non solo le cose negative che gli uomini hanno compiuto, sempre secondo la visione del mondo di chi regge il martello, ma anche la storia stessa di un popolo. Civiltà è anche non nascondere il proprio passato sotto il tappeto ma esserne consci e intraprendere strade più virtuose.