21 novembre 2019
Aggiornato 16:30
La toccante testimonianza di Fabiana Piscitelli

«Vi racconto il dramma del Venezuela, il mio amato Paese dove il socialismo ci ha mangiato tutto»

Fabiana Piscitelli è una regista italiana di origini venezuelane, che in questi giorni di caos e proteste si trova a Caracas. L'abbiamo raggiunta telefonicamente per farci raccontare cosa sta avvenendo nel Paese

ROMA - Fabiana Piscitelli è una giovane regista italiana di origini venezuelane, che proprio in questi giorni di caos e manifestazioni si trova a Caracas, dove periodicamente fa ritorno per fare visita alla sua famiglia. L'abbiano contattata telefonicamente per farci spiegare, quasi in presa diretta, cosa sta avvenendo in Venezuela, dopo che la decisione della Corte Suprema di delegittimare il Parlamento ha scatenato violente rivolte. 

Ansia
Una situazione difficile da comprendere in questa parte del mondo, dove, nonostante le difficoltà, nella stragrande maggioranza dei casi il pane non manca sulle nostre tavole. In Venezuela, invece, è tutto diverso: la forbice tra ricchi e poveri si è notevolmente dilatata negli ultimi anni, risucchiando in buco nero la classe media. Chi poteva, se n'è andato da tempo; i poveri sono rimasti. E l'aria che si respira è talmente pesante che, in un Paese dove mancano i medicinali di base, i farmaci più venduti sono gli ansiolitici.

File per il pane
Per le strade la povertà è concreta, tangibile: le code per recuperare qualche fetta di pane ai forni sono infinite, a causa del razionamento della farina. Il Governo ha cercato di blandire i poveri imponendo un prezzo per il pane, ma l'inflazione alle stelle fa sì che i costi dei generi di prima necessità siano decisamente superiori al salario minimo. Fabiana ci racconta l'esperienza del padre di una sua amica, che per misurare l'inflazione ha utilizzato gli avocado, prodotto tipico della regione. Misurandone i prezzi, ha notato che, in un solo mese, l'inflazione è aumentata del 1300%.

Un Paese ricchissimo di potenzialità, ma saccheggiato dalla politica
Il tutto, nonostante il Venezuela sia un Paese ricchissimo di petrolio, gas, diamanti e altre risorse naturali. Le raffinerie, però, cadono a pezzi e sono state chiuse in massa. Senza contare la crisi dei medicinali: non ci sono più soldi né per produrli né, tantomento, per importarli. 

Rabbia
Da qui, dunque, nasce la rabbia della gente, che si riversa in strada contro il Governo. Un popolo prostrato e allo stremo delle forze, segnato dalla fame, dalla povetà, dalla violenza e dall'anarchia. Ma prima che cambi qualcosa, Fabiana ne é convinta, fiumi di sangue dovranno scorrere. La situazione è troppo compromessa, e il pugno del Governo è ancora troppo duro. La propaganda entra nelle case e nelle strade dei venenzuelani: in tv vengono trasmesse in continuazione vecchie interviste di Chavez, e di ciò che succede nel Paese viene data un'interpretazione poco attinente alla realtà. Questo è il dramma del Venezuela, nell'appassionato e drammatico racconto di Fabiana.