22 settembre 2018
Aggiornato 04:00

Scenario da guerra totale: così Putin a Vostok 2018 alza la posta della nuova Guerra Fredda

Le più grosse esercitazioni militari russe dai tempi della Guerra Fredda: perché, e a cosa servono

TZUGOL (RUSSIA) - Carri armati, attacchi dal cielo, artiglieria, contraerea, droni e truppe d’assalto che si calavano dagli elicotteri aggrappati a delle corde. Uno spettacolo impressionante, fra esplosioni ed onde d’urto. Uno scenario da guerra totale per la giornata chiave delle «grandi manovre» russe, iniziate l’11 settembre, dopo che la Nato aveva già espresso un giudizio molto severo su una Russia «sempre più combattiva». E il gran giorno ha visto il leader del Cremlino Vladimir Putin assistere, binocoli in mano, alla parte più importante di quelle che sono le più grosse esercitazioni militari russe dai tempi della Guerra Fredda. Putin è arrivato a Tzugol direttamente dal Forum economico orientale della vicina Vladivostok e con questo la sua presenza è stata particolarmente evocativa. Perché le più grandi esercitazioni militari in Oriente sono un segnale chiaro all’Occidente sulla disponibilità di Mosca a continuare la sua linea di politica estera. Insomma, nessun passo indietro. Per le truppe cinesi e mongole, presenti con un esiguo numero di uomini, un ruolo da mere comparse, pur avendo partecipato non soltanto alle azioni sul campo, ma anche alla parata che ha concluso gli oltre 40 minuti di guerra simulata.

Un dispiegamento incredibile
Sotto il comando di Shoigu in questi giorni si muove un terzo delle forze armate russe: 300mila uomini, 35mila veicoli da combattimento terrestri, fino a 80 navi e oltre 1.000 aerei, elicotteri e droni. In azione oggi anche l’unità «Terminator», ossia una macchina di sostegno ai carri armati, per distruggere bersagli corazzati del «nemico», appena entrata in forze per l’esercito russo. In aiuto alle truppe russe, i militari di fanteria e un plotone di forze armate della Mongolia. Al fine di garantire l’azione delle truppe più vicina possibile alle condizioni di combattimento, sono state organizzate otto aree bersaglio per l’aviazione e 19 aree bersaglio per le forze missilistiche e l’artiglieria. Per aumentare il realismo degli obiettivi, vengono esposti 212 oggetti corazzati, oltre di 2800 bersagli.

Cos'è cambiato nella diplomazia russa-cinese
Il quadro ha avuto un impatto molto forte su chi assisteva. La giornata è iniziata mentre in Europa era ancora notte profonda: in quel momento la stampa russa e internazionale, giunta per osservare questi esercizi, è stata aviotrasportata con un elicottero Mi 26 da Chita, regione del Transbajkal al campo di addestramento di Tzugol. Il Mi 26 è stato già ieri al centro delle manovre: un elicottero multi ruolo, pesante da trasporto, utilizzato anche per il trasferimento dei parà russi. Proprio a bordo del velivolo è stata trasportata la tecnologia militare, compresi i mezzi blindati Tigr. Il velivolo può portare 82 paracadutisti con dotazione o mezzi fino a un massimo di 20 tonnellate di carico. Al momento secondo il Ministero della Difesa della Russia il Mi 26 è il più grosso elicottero da trasporto prodotto in serie. E dall’immenso campo di addestramento di Tzugol, gli esercizi settembrini Vostok-2018 (Est 2018) vogliono superare il passato sovietico. Tzugol nelle scorse ore è stato inoltre la sede per qualcosa di inconsueto per la diplomazia militare russo-cinese. I rispettivi ministri si sono incontrati presso il campo di allenamento, lontano dalle rispettive capitali. Sergei Shoigu e il suo omologo cinese Wei Fenhe hanno ispezionato il dispiegamento di truppe. In totale, oltre 3.500 militari cinesi prendono parte alle Grandi Manovre, con 500 equipaggiamenti militari, dozzine di aerei ed elicotteri.