15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

L'Onu contro Donald Trump: «Le sue parole incitano alla violenza»

L'Alto commissaario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista al Guardian contro il presidente USA
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (Ciro Fusco | ANSA)

NEW YORK - A fine mese lascerà il suo incarico. E allora Zeid Ra'ad al-Hussein, Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha deciso di togliersi il sassolino più grande dalla sua scarpa. Così, in un'intervista esclusiva al Guardian non ha usato mezze parole per condannare l'operato di Donald Trump. Per Zeid Ra'ad al-Hussein «la retorica del presidente statunitense contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza», che potrebbe portare «i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati». Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

Al suo posto l'ex presidente del Cile
Il principe giordano, che sarà sostituito dall'ex presidente cilena Michelle Bachelet, ha detto che «la mancanza di interesse dell'amministrazione Trump per i diritti umani, come nella vicenda della separazione delle famiglie di migranti irregolari, costituisce un cambio di rotta netto rispetto alle precedenti amministrazioni statunitensi» e che «la retorica del presidente contro le minoranze e la stampa gli ricorda due dei periodi peggiori del ventesimo secolo, quelli precedenti alle due guerre mondiali». Trump, a giugno, ha deciso di far uscire gli Stati Uniti dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

La retorica di Trump nel mirino
«Abbiamo cominciato a vedere una campagna contro i media...che potrebbe potenzialmente mettere in moto una catena di eventi che potrebbe sfociare in violenze contro i giornalisti che fanno il loro lavoro, oppure in potenziali autocensure. In questo contesto, ci si avvicina molto all'incitamento alla violenza» ha detto l'alto commissario. L'esempio di Trump, poi, è stato già seguito da altri leader che «tendono a essere più autoritari o che aspirano a esserlo».

«Trump e le violazioni dei dirittu umani»
Due settimane fa, David Kaye e Edison Lanza, due esperti indipendenti delle Nazioni Unite per quanto riguarda i diritti umani, hanno scritto in un comunicato stampa che gli attacchi di Trump contro i mass media violano la libertà di stampa e i diritti umani. Secondo i due esperti, «i suoi attacchi sono strategici e concepiti per minare la fiducia nei cronisti e accrescere i dubbi su fatti verificabili». Su iniziativa del Boston Globe, il 16 agosto almeno 100 organizzazioni faranno sentire la loro voce contro la retorica del leader statunitense. Il quotidiano sta invitando gli editorialisti di altri organi di stampa a produrre articoli d'opinione sull'attacco di Trump contro i media, denunciando quella che il giornale ha chiamato una «guerra sporca contro la stampa libera». L'iniziativa editoriale si verifica in un'America in cui il 43% degli elettori repubblicani crede che Trump dovrebbe avere «il potere di chiudere i giornali coinvolti in un cattivo comportamento», secondo un recente sondaggio Ipsos.