23 ottobre 2018
Aggiornato 14:00

Facebook contro razzismo e complottismo: iniziata la chiusura delle pagine di estrema destra

Nel mirino il blog Infowars e la pagina ufficiale di Alex Jones, conduttore radiofonico statunitense, noto sostenitore di varie teorie del complotto
Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg (Press Office / Obama White House)

NEW YORK - Diverse pagine Facebook legate ad Alex Jones, incluse le pagine ufficiali di Infowars e dello stesso Alex Jones, potrebbero essere rimosse dalla piattaforma molto presto. Il motivo? Hanno violato più volte gli standard, ha detto a CNBC un portavoce di Facebook. Altre pagine gestite da Infowars rimangono comunque attive perché non hanno per ora superato la soglia necessaria per iniziare le procedure per la chiusura. Il portavoce di Facebook ha detto a CNBC che le pagine di Infowars si avvicinano molto alla soglia, ma non ha precisato quante infrazioni siano necessarie per superarla ed essere eliminate.

'Bloccato' Alex Jones
Già giovedì l'account personale di Jones è stato temporaneamente bloccato da Facebook per 30 giorni: è stato ritenuto responsabile del caricamento di quattro video che violano gli standard della comunità. Le clip sono state pubblicate su pagine diverse gestite da Infowars e Alex Jones. Jones era stato precedentemente avvertito del rischio che potesse essere bloccato da Facebook per altre infrazioni, sempre secondo un portavoce del social media.

Chi è Alex Jones
Conduttore radiofonico statunitense, Alex Jones è un noto sostenitore di varie teorie del complotto. Ha contribuito più volte alla diffusione di teorie negazioniste sull'allunaggio, teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001 e credenze antiscientifiche sui vaccini. Alle presidenziali del 2016 è stato un aperto sostenitore della candidatura di Donald Trump. Tra i suoi lavori, ha realizzato 911: the Road to Tyranny, un documentario che si propone di smentire la versione ufficiale data dal governo statunitense su quanto successo l'11 settembre 2001 a New York. Altri documentari da lui realizzati riguardano il totalitarismo e il cosiddetto «Nuovo ordine mondiale», una visione complottista secondo cui l'economia e la politica occidentale sarebbero sotto il controllo di lobby economiche legate al settore finanziario e bancario.

I video rimossi
Uno dei video rimossi mostra un uomo che spinge un bambino a terra per «prevenire il liberalismo», mentre un altro fa un commento approssimativo sulle drag queen e suggerisce che sono predatori sessuali di bambini. Un altro suggerisce che i musulmani hanno «conquistato» l'Europa e uccideranno tutti e violenteranno le donne. Jones si è difeso su Twitter sostenendo che i video sono sole delle critiche al «liberismo». Quando un post è effettivamente falso, la politica attuale di Facebook è quella di ridurre il numero di volte che viene visualizzato nei feed di notizie. Tuttavia, la società rimuoverà i contenuti che incitano alla violenza.