Esteri | Emergenza clandestini

Libia, il governo Conte riparte dall'amicizia tra Berlusconi e Gheddafi

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi ha incontrato a Tripoli il presidente al-Serraj: sarà riattivato il «Trattato di amicizia» di Berlusconi e Gheddafi

Il primo incontro tra Silvio Berlusconi e il leader libico Muhammar Gheddafi il 28 ottobre 2002
Il primo incontro tra Silvio Berlusconi e il leader libico Muhammar Gheddafi il 28 ottobre 2002 (FILIPPO MONTEFORTE /ANSA)

TRIPOLI - Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, si è recato ieri in missione a Tripoli, dove ha incontrato il Presidente del Consiglio Presidenziale Fayez Al Serraj, il Vice Primo Ministro Ahmed Maitig, il Ministro degli Esteri Mohammed Taher Siyala, nonché il Presidente dell'Alto Consiglio di Stato Khaled Al Meshri. Come si legge in una nota della Farnesina nel corso dei colloqui, il Ministro ha avuto un approfondito scambio di vedute sull'insieme delle questioni relative al partenariato strategico tra Italia e Libia, oltre che sul quadro di sicurezza nel Paese, e ha confermato l'impegno ad ampio spettro dell'Italia a sostegno del processo di consolidamento istituzionale della Libia.

Partenariato strategico
L'Italia, per posizione geografica e storia, è ponte naturale tra la Libia e l'Europa, ha più volte ricordato il Ministro, che ha rinnovato l'auspicio di un rilancio del partenariato strategico, facendo leva sui meccanismi del Trattato di Amicizia del 2008. Egli ha confermato inoltre la disponibilità da parte italiana ad approfondire la collaborazione nel settore delle infrastrutture cruciali per il rilancio del sistema economico libico.

L'incontro con il presidente Al Serraj
Nel lungo e particolarmente articolato incontro con il Presidente del Consiglio Presidenziale Al Serraj, nel confermare la vicinanza dell'Italia alle istituzioni legittime e al popolo libico, il Ministro Moavero ha assicurato il pieno sostegno al quadro istituzionale previsto dall'Accordo Politico Libico, all'unità e all'integrità del Paese. «La cooperazione fra la Libia, l'Italia e l'Unione Europea è essenziale per risolvere la questione dell'immigrazione ed evitare i drammi» nel Mediterraneo: ha dichiarato a Tripoli il ministro degli Esteri, Enzo Moaverro Milanesi, nella conferenza stampa congiunta con l'omologo libico Tahr Siyala; i due ministri hanno annunciato di voler riattivare il Trattato di amicizia del 2008.

Si riparte dall'amicizia tra Berlusconi e Gheddafi
Moavero Milanesi ha giudicato il trattato «importante e promettente», ma i due capi delle diplomazie non hanno precisato se il testo del documento verrà in qualche modo emendato o rimarrà invariato: con il trattato «sono riunite tutte le condizioni per lavorare a fianco della Libia per sostenerne il processo di stabilizzazione, la sicurezza e l'unità». Moavero Milanesi ha aggiunto poi che la Libia «condivide con l'Unione Europea la responsabilità e il dovere di fare fronte al flusso migratorio», pur se è «essenziale operare nei Paesi di origine» dei migranti per dissuaderli dal tentare di attraversare il Mediterraneo e nello stesso tempo aiutare la Libia a mettere in sicurezza le proprie frontiere marittime e terrestri.

Cos'è il «trattato di amicizia»
Il trattato di amicizia, firmato dall'ex dittatore libico Muammar Gheddafi e l'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, era stato sospeso nel febbraio del 2011, dopo l'inizio delle rivolta contro il regime; prevede fra l'altro investimenti italiani in Libia per 5 miliardi di dollari come compensazione per il periodo coloniale; in cambio Tripoli si impegnata a limitare l'emigrazione dalle sue coste.