18 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Immigrazione

Italia-Malta 0-0: sulla nave Lifeline è scontro aperto tra Roma e La Valletta. Toninelli parla di disumanità

Intanto i 239 migranti ancora a bordo dell'imbarcazione aspettano di approdare in un porto sicuro

La nave Lifeline nelle acque del Mediterraneo con 224 migranti a bordo
La nave Lifeline nelle acque del Mediterraneo con 224 migranti a bordo ANSA

ROMA - Un no secco, deciso. L'Italia aveva chiesto a Malta di fare attraccare la nave Lifeline, ma La Valletta ha respinto la richiesta sostenendo che non sarebbe di sua competenza. Le autorità maltesi, pur ribadendo la volontà di «rispettare gli obblighi legali derivanti dalle convenzioni internazionali», hanno al momento chiuso la porta alle ipotesi di uno sbarco sull’isola dei 224 migranti (di cui 14 donne e quattro bambini) a bordo della nave dell'ong omonima, che si trova attualmente in acque maltesi. Come riporta il quotidiano Malta Independent, il governo de La Valletta ha sottolineato come le attività di salvataggio siano state effettuate in una zona fra la Libia e Lampedusa, sotto il coordinamento delle autorità italiane e libiche: «In tal caso Malta non era né l’aurotità coordinatrice né quella competente». Risulta quindi che la Lifeline «non ha osservato gli obblighi di obbedire alle indicazioni delle autorità competenti, dunque in questo caso la Guardia costiera libica o quella italiana, qualunque delle due stesse coordinando il caso». Infine, nota il governo maltese, stando a quanto comunicato dalle autorità olandesi, la Lifeline utilizzerebbe un certificato internazionale di navigazione da diporto e, sebbene possieda dei documenti olandesi, non utilizza la bandiera di quel Paese: «Questa è una grave preoccupazione legale e operativa» recita la versione ufficiale.

Tutto legale, o no?
Intanto la nave continua a restare nelle acque internazionali in attesa di una «soluzione diplomatica». In questi termini si è espressa la stessa ong tedesca. «Attendiamo una soluzione diplomatica, delle discussioni sono in corso tra differenti stati» per accogliere la nave e i suoi naufraghi, ha detto all'agenzia France Presse Axel Steier, rappresentante in Germania dell'organizzazione, rifiutando di dare dettagli sui negoziati a cui ha fatto riferimento. La nave dovrà essere rifornita domani da Malta «per avere coperte, farmaci, nutrimento», ha spiegato il membro dell'organizzazione, assicurando che la nave resterà nelle acque internazionali.  Roma accusa la ong di aver agito fuori dalle regole del diritto internazionale, caricando i migranti mentre la Guardia costiera libica stava per intervenire in soccorso. L'ong invece si difende sostenendo di essere intervenuta in aiuto dei profughi pericolo. Steier ha anche respinto l'accusa secondo la quale la nave batterebbe illegamente bandiera olandese: «Tutti i documenti sono in ordine, tutto è legale».

Toninelli contro
A sollecitare l’intervento di La Valletta era stato il ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha parlato di atteggiamento «disumano», «specchio dell'atteggiamento dell'Europa»: «Io da cittadino prima ancora che da ministro dico che Malta non può evitare di assumersi una responsabilità che è prima di tutto umanitaria. Dovrebbe essere, notizie di queste ore, in acque maltesi, ma non abbiamo ancora la certezza. Nel momento in cui saranno in acque maltesi la responsabilità dell’apertura di un porto per la messa in sicurezza sarà sicuramente a carico di Malta». Respingendo come «falsità» quelle di Malta, Toninelli ribadisce che «prima c’è il salvataggio delle persone, questo nessuno deve metterlo in dubbio. Il salvataggio delle persone a bordo deve essere la priorità, dopo partirà l’indagine giudiziaria, e dopo l’indagine di bandiera ma quella nave non potrà più navigare». C’è poi la parte di legalità oltre che quella di sicurezza: la Lifeline afferma di battere correttamente bandiera olandese, l’Olanda dice che non si tratta di una nave olandese, «quindi l’indagine di bandiera andrà avanti».

L'appello
Toninelli ha poi aggiunto in un post su Facebook: «Ho ancora due messaggi sul caso della nave Ong Lifeline: uno per Malta e uno per l’equipaggio dell’imbarcazione. Malta continua a voltarsi dall’altra parte e dice di non aver avuto richieste da Roma per aprire suoi porti alla Lifeline? Sappia che Roma, stavolta, non sta coordinando l’operazione. L’area di mare SAR (Search and Rescue) è maltese, come comunicatole da Frontex. Apra i porti e salvi le vite umane come ha fatto sempre e solo l’Italia. Alla Lifeline invece dico semplicemente: siete in acque SAR maltesi, chiedete ufficialmente l’apertura del POS (Place of Safety) a Malta. Abbiate senso di responsabilità nei confronti delle vite umane che avete a bordo. Dopo, con la Guardia Costiera, affronteremo la questione del sequestro per avviare l’inchiesta di bandiera». Immediata la replica del ministro dell’Interno di Malta Michael Farrugia, retwittato dal premier Joseph Muscat: «Danilo Toninelli dovrebbe stare ai fatti. Il soccorso è avvenuto nell’area di ricerca e soccorso della Libia, tra la Libia e Lampedusa. L’operazione è coordinata dall’Italia. Malta non è coinvolta. Una notevole responsabilità anche da parte di Lifeline che è andata contro le regole internazionali, non seguendo le istruzioni di Roma».