18 agosto 2018
Aggiornato 21:55

L'Austria di Kurz a muso duro contro l'islam radicale: moschee chiuse e imam espulsi

La decisione del governo di Sebastian Kurz sta dividendo l'Europa. Salvini: «No all'estremismo»
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (Vassil Donev | EPA)

VIENNA - L'Austria affonda la sua lama contro «l’islam politico»«Non c'è spazio nel nostro Paese per le società parallele, l'Islam politicizzato e le tendenze radicali», aveva dichiarato il cancelliere Sebastian Kurz. E ora il governo ha deciso di chiudere sette moschee ed espellere sino a 60 imam legati alla Turchia, più i loro familiari, per un totale di 150 persone. Nello specifico si tratterebbe di affiliati all'Atib (Austria Turkey Islamic Union), organizzazione che gestisce diverse moschee turche nel Paese e che, come riporta il sito del quotidiano 'Sabah', è finanziata dal Direttorio per gli Affari religiosi, noto in turco come Diyanet. A precisarlo il ministro dell’Interno Herbert Kickl, nel quadro di un’offensiva lanciata dal Paese contro situazioni considerate sempre più borderline.

Linea condivisa
La linea di Kurz è condivisa anche dal vice cancelliere Heinz-Christian Strache, che ha aggiunto: «Non tolleriamo predicatori dell'odio che agiscono in nome della religione». Dall’ottobre del 2017 in Austria si è insediato un nuovo governo guidato dal giovane cancelliere conservatore, che può contare sull’appoggio del Fpoe di Strache. L'Austria, ad oggi, ha 8,8 milioni di abitanti, di cui circa 600mila di fede mussulmana, in gran parte provenienti dalla Turchia o di origini turche.  

Il casus belli: la rievocazione della battaglia di Gallipoli
La decisione sarebbe legata alla controversa rievocazione con «attori» bambini vestiti da soldati, in una della principali moschee di Vienna affiliate alla comunità turca, della battaglia di Gallipoli, uno dei disastri militari più eclatanti degli eserciti alleati durante la Prima Guerra Mondiale. Le fotografie della ricostruzone della battaglia di Gallipoli, recitata da bambini nei locali della moschea, sono state pubblicate all’inizio del mese dal settimanale di centrosinistra Falter. Gli scatti ritraevano ragazzini in mimetica in fila, che facevano il saluto militare e sventolavano bandiere turche, davanti a un pubblico di bambini. E poi facevano anche i morti. I loro «corpi» venivano allineati e poi avvolti nelle bandiere.

Salvini: «No all'estremismo»
Le misure del governo austriaco non sono piaciute a tutti e sono state definite «anti-islamiche»«razziste» e «populiste» dal portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. Il ministro dell'Interno Salvini, invece, commenta: «Allontaniamo i pericolosi». In Italia è arrivato anche il commento di Matteo Salvini: «Credo nella libertà di culto, non nell’estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato. Spero già la prossima settimana di incontrare collega ministro austriaco per confrontarci su linee d’azione» ha scritto il ministro dell’Interno su Twitter.