15 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Juncker nei guai per la nomina di Selmayr, presunta «talpa» di Angela Merkel

Dubbi sulla nomina di Martin Selmayr, potente pupillo della Cancelliera, a segretario generale della Commissione
La cancelliera tedesca Angela Merkel e Jean Claude Juncker.
La cancelliera tedesca Angela Merkel e Jean Claude Juncker. (EP / DOMENICA QUILINA)

BRUXELLES - Ieri l'assemblea di Bruxelles ha deciso di affidare alla commissione controllo di bilancio il compito di verificare il rispetto delle procedure nella nomina dell'ex capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker, Martin Selmayr, a segretario generale della Commissione. Gli europarlamentari hanno infatti criticato senza mezzi termini la controversa promozione di Selmayr, uno dei principali collaboratori di Jean-Claude Juncker, definendola «un grave errore» che rischia di minare l'integrità dell'Unione. Critiche che sono arrivate non solo dal liberali e  socialisti, ma anche dagli stessi deputati del Ppe di cui Juncker è espressione, in un dibattito molto più duro del previsto.

Nomina poco trasparente
In particolare, Selmayr, potentissimo funzionario ora a capo dei 33mila euroburocrati di Bruxelles, è inviso a buona parte della nomenklatura comunitaria perché sospettato di essere una vera e propria «talpa» al servizio di Angela Merkel (Berlino spesso riesce a conoscere in anticipo i dossier della Commissione), tanto da essere apostrofato come Rasputin dal Financial Times. Juncker aveva promosso il mese scorso Selmayr, il suo capo di gabinetto, al rango di segretario generale della Commissione, ovvero il principale ruolo amministrativo del braccio esecutivo dell'Ue; dopo alcuni dubbi circolati - a porte chiuse - sulle modalità della nomina la commissione bilancio del Parlamento ha deciso di aprire un'inchiesta. «Il Selmayrgate distrugge ogni credibilità dell'Ue come paladina dell'integrità e della trasparenza nella pubblica amministrazione: in un momento in cui la fiducia degli elettori è scarsa, questo è devastante" ha dichiarato la deputata liberale olandese Sophie in't Veld, che ha invitato la Commissione a scegliere "tra la carriera di Selmayr e la credibilità dell'Unione Europea».

Juncker nei guai?
Il Commssario europeo al bilancio, Guenther Oettinger, ha insistito di fronte ai deputati che la nomina è stata conforme alle regole e Selmayr era uno dei due soli candidati alla carica; il leader liberale belga Guy Vehofstadt ha avvertito che se «la Commissione Juncker non starà attenta farà la fine di quella Santer», dimessasi in blocco per un caso di corruzione.