24 settembre 2018
Aggiornato 15:41

Brexit, Ue potrebbe pagare le imposte per le richieste di residenza dei cittadini Ue

L'Unione europea potrebbe pagare il costo delle imposte per le richieste dei cittadini Ue che volessero restare in Gran Bretagna dopo la Brexit
Bandiere inglesi sventolano nel cielo di Londra.
Bandiere inglesi sventolano nel cielo di Londra. (EPA /ANDY RAIN)

BRUXELLES - L'Unione europea potrebbe pagare il costo delle imposte per le richieste dei cittadini Ue che volessero restare in Gran Bretagna dopo la Brexit. Si tratta di una proposta, che è ancora in discussione a Bruxelles ai più alti livelli della Commissione europea, e di cui dà notizia oggi il Guardian citando fonti Ue. Il ministero dell'Interno britannico ha minacciato di far pagare 72 sterline per ogni richiesta di «residenza permanente» nel Regno Unito, status che garantisce la possibilità di vivere nel Paese per un periodo illimitato. Coloro che ne fanno richiesta, però, devono dimostrare di aver vissuto in maniera continuativa negli ultimi cinque anni in Gran Bretagna e di non avere reati a loro carico.

L'Ue si farà carico dell'imposta?
ll presidente della Commissione europea Claude Juncker avrebbe espresso il suo apprezzamento sull'ipotesi che l'Ue si faccia carico di questa imposta attraverso il bilancio Ue e ha dichiarato che ne discuterà con la premier britannica Theresa May personalmente. La questione del futuro dei cittadini europei in Gran Bretagna è uno dei temi più caldi e difficili da trattare nei negoziati sulla Brexit, insieme a quella dei confini irlandesi e della parte finanziaria del divorzio.

Il nuovo procedimento
Nei prossimi giorni Londra pubblicherà online il nuovo procedimento per fare richiesta e ha già annunciato che il costo sarà «non più di quello per un passaporto» per la maggior parte dei richiedenti.  I cittadini europei che hanno già fatto domanda con successo per la residenza permanente non dovranno pagare ulteriori tasse. Il ministro dell'Interno Amber Rudd sta intanto cercando di reclutare personale per gestire la mole di richieste e lo scorso anno aveva parlato di almeno 700 dipendenti in più da assegnare a questo ruolo, 500 entro aprile. Non è ancora chiaro, però, quanti dei tre milioni di cittadini Ue che si trovano attualmente nel Regno Unito faranno richiesta per lo status di residenza permanente e quindi a quanto ammonterà il reale lavoro da gestire all'indomani del divorzio Londra-Bruxelles.