Maratona mediatica per leader Cremlino

La «Linea diretta» di Putin in Tv: «Le sanzioni? Ce le mettono quando sentono la concorrenza»

Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto oggi alle domande dei suoi connazionali in una lunga diretta Tv, radio, web e social, in un momento storico che per la Russia è decisamente particolare

MOSCA - Un'altra maratona mediatica per Vladimir Putin. Il presidente russo ha risposto oggi alle domande dei suoi connazionali in una lunga diretta Tv, radio, web e social. E il momento storico per Putin è molto particolare. Alle presidenziali russe, previste per marzo 2018, manca meno di un anno: Putin non ha ancora esplicitato la sua candidatura, ma contendenti reali non appaiono all'orizzonte. E anche le recenti proteste di piazza organizzate dal blogger Aleksey Navalny, non possono essere considerate pienamente rappresentative. Nel frattempo i rapporti della Russia con gli Usa non sono mai stati così incomprensibili, e quindi il principale tema di politica internazionale potrebbe essere questo. Peraltro proprio oggi l'Occidente si è svegliato con la notizia delle indagini a carico del leader Usa Donald Trump, unico alfiere nella politica statunitense per un allentamento delle sanzioni contro Mosca.

Putin campione di maratone tv
Putin è un vero campione di queste maratone mediatiche multimediali. Il formato è stato inaugurato all'inizio del secolo e via via, negli anni, l'organizzazione della Linea Diretta è diventata una macchina perfetta. Questa sarà la 15esima per il presidente russo. La prima fu durante il primo mandato di Putin. La prima linea si è tenuta 24 dicembre 2001, l'ultima il 14 aprile 2016. In studio si trovano tradizionalmente i conduttori dei due canali nazionali Tatiana Remezova (RTR) e Dmitry Borisov (primo canale). Putin, di regola, si prepara attivamente per la linea diretta, studiando una grande quantità di informazioni, dati statistici, messaggi di ministri e capi delle agenzie federali.

Situazione economica
«Se è finita la crisi economica? Vorrei rispondere in maniera positiva, ma bisogna basarsi su dati obiettivi. I dati dicono che la recessione è stata superata, e si è passati a una crescita. Ma bisogna iniziare con i problemi per ora non risolti», ha risposto Putin a una domanda, come la «bassa produttività». Secondo Putin «la crescita del Pil è timida», però va notata «discesa record inflazione 4,10%». Putin ha ricordato che all'inizio degli anni 90, il 40% della popolazione, «quasi 40 milioni di persone» erano in situazione di povertà. «Purtroppo» ha aggiunto Putin, oggi c'è ancora il 13,5% dei russi che si trova in tale situazione, una percentuale inferiore agli anni Novanta, ma in crescita nell'ultimo anno. «Dobbiamo pensarci, e pensare che i problemi non risolti in economia si riflettono sulle persone». Secondo Putin inoltre la recessione degli ultimi anni è stata molto seria, per questo la risalita è difficile da sentire ancora.

Sanzioni
Quindi, una domanda sulle sanzioni. "La Russia è sempre vissuta sotto le sanzioni, ce le mettono quando sentono la concorrenza». Secondo Putin le sanzioni Usa abbassano il Pil russo di un punto percentuale. La Russia avrebbe perso, secondo Putin 50-52 miliardi di dollari a causa delle sanzioni, chi le ha messe invece ha perso 100 miliardi di dollari. Per il leader del Cremlino, gli Stati Uniti stanno attuando una politica di contenimento della Russia, i politici americani trovano sempre una ragione per giustificare misure restrittive. Secondo Putin se la «riunificazione della Crimea con la Russia», non ci fosse stata, i legislatori statunitensi avrebbero trovato «qualcos'altro da contenere». Sempre secondo le parole di Putin, «le sanzioni anti-russe sono state sempre presentate in questo modo dai politici: per il contenimento della Russia», ha aggiunto il presidente, aggiungendo che la decisione recente del Senato degli Stati Uniti sulle sanzioni anti-russe è stata presa senza alcun motivo. Negli Usa repubblicani e democratici hanno raggiunto un accordo al Senato su un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia, questa volta per la crisi siriana. L'accordo va in senso inverso rispetto al corso che voleva dare il presidente Usa, Donald Trump dalla Casa Bianca, ora coinvolto nelle indagini sulle presunte interferenze della Russia stessa sulle elezioni presidenziali del 2016, il cosiddetto Russiagate.

Figlie e nipoti
A chi gli ha chiesto se avesse dei figli, Putin ha orgogliosamente risposto di avere non solo «figlie» che non si immischiano in politica e che vivono a Mosca, «ho anche dei nipoti. Qualcuno va già all'asilo». Putin ha però aggiunto che non intende rendere pubblica la loro immagine. «Voglio che vivano una vita normale, hanno bisogno di una socialità normale». Putin ha anche detto che si augura di essere compreso.

Relazioni con gli Usa
«Sappiamo che in Usa abbiamo molti amici». Così il presidente russo ha risposto a un fan americano in collegamento dagli Stati Uniti. «La russofobia nel mio paese cresce. Che consiglio mi date per far capire che la Russia non è un nemico?» ha chiesto l'uomo che chiamava dall'Arizona. Putin ha replicato di non avere intenzione di dare consigli a nessuno, ma di sapere che l'ascoltatore non è l'unico. E che comunque «noi non vediamo gli Usa come un nemico».

Comey? Come Snowden
Putin ha inoltre dichiarato che la Russia è pronta a dare asilo all'ex capo dell'Fbi James Comey, se dovesse avere problemi con la giustizia a causa delle rivelazioni sui suoi colloqui privati con il presidente Donald Trump. Il leader del Cremlino, riferendosi alle pressioni da parte di Trump per bloccare l'indagine sull'ex consigliere per la sicurezza Michael Flynn, ha definito «molto strano» che un dirigente dei servizi abbia registrato (il verbo usato significa anche trascrivere, ndr.) «un colloquio con il comandante in capo e poi tramite un amico ne trasmetta i contenuti alla stampa». E di qui ha fatto un collegamento che mette Comey sullo stesso piano di Edward Snowden, l'ex dipendente Cia all'origine dello scandalo del 'datagate', che negli Usa rischia una condanna per tradimento ed ha ricevuto asilo in Russia. «Allora in cosa è diverso (Comey) da Edward Snowden? Allora non è un dirigente dei servizi, ma un difensore dei diritti, che difende una precisa posizione», ha detto Putin, aggiungendo, ironico: « a proposito. Se in tal senso dovesse ritrovarsi nei guai con la giustizia, noi siamo pronti a dare anche a lui asilo, questo deve saperlo»«Io non sono al corrente delle prove che ha presentato Comey, ma alcune cose le so. In primo luogo so che non ci sono prove di una influenza della Russia» ha detto ancora Putin in diretta tv. «Continua la propaganda americana» ha aggiunto, per poi annotare: «Cosa vogliono, che abbassiamo sempre la testa?»

Messaggi
Durante la Linea diretta con la nazione, però, non proprio tutto è filato liscio. Perché in sovraimpressione sono apparsi dei messaggi contrari al leader del Cremlino: «Tre mandati presidenziali sono abbastanza!», «Quando la smetterai di violare la Costituzione?», «Chiedi a Kudrin: se lavorasse in fabbrica al tornio, potrebbe andare in pensione a 70 anni?» Davvero senza filtri e poco affettuosi gli sms apparsi in video durante la linea diretta di Vladimir Putin con i connazionali. Le immagini di Putin, con in riquadro blu i messaggi davvero poco lusinghieri come «Addio, Vladimir Vladimirovitch!», «Ci dobbiamo aspettare una First Lady?», sono stati mandati in onda dal canale statale Rossia24. In diretta.