15 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Dopo l'ultimo attentato

Francia, sulle elezioni l'ombra del terrorismo e la sfida della sicurezza

Dopo l'attentato sugli Champs-Elysées, costato la vita a un poliziotto oltre che all'attentatore, la sfida per garantire la sicurezza delle elezioni presidenziali in Francia appare più difficile che mai

PARIGI - Dopo l'attentato sugli Champs-Elysées, costato la vita a un poliziotto oltre che all'attentatore, la sfida per garantire la sicurezza delle elezioni presidenziali in Francia appare più difficile che mai. «Nulla deve ostacolare lo svolgimento di questo appuntamento democratico fondamentale per il nostro paese», ha dichiarato il premier Bernard Cazeneuve, al termine del Consiglio di difesa convocato d'urgenza all'Eliseo dal presidente uscente Francois Hollande.

Annullamento degli impegni
Molti degli undici candidati al primo turno hanno comunque annullato tutti gli appuntamenti previsti per oggi nella campagna elettorale, pur continuando, tramite i media, a commentare quanto avvenuto. Per garantire la loro incolumità, oltre al dispositivo di protezione ravvicinata, vi è tutta una serie di misure di ordine pubblico che sono state adottate, come il filtraggio del pubblico prima dei meeting, le pattuglie e altri sistemi tradizionali di controllo e servizio d'ordine.

50mila poliziotti e 7000 militari
Il ministro degli Interni Matthias Fekl ha ricordato che «nessuna forza di sicurezza armata può apparire dentro o in prossimità dei seggi elettorali; questa è la regola democratica». Ciò nonostante più di 50.000 tra poliziotti e gendarmi, appoggiati da 7.000 militari dell'Operazione Sentinelle, saranno mobilitati per assicurare la sicurezza delle operazioni di voto.

Provocazioni
Oltre al rischio terrorismo, le forze dell'ordine veglieranno anche su eventuali «eccessi o provocazioni causati da estremisti di ogni genere» prima, durante e dopo le operazioni di voto e di scrutinio, aveva spiegato Fekl dopo l'incontro con i prefetti il 5 aprile. «Non scartiamo alcuna ipotesi di minaccia. Il nostro obiettivo è quello di consentire al voto con suffragio universale di esprimersi serenamente e liberamente», ha dichiarato il ministro. La minaccia terroristica è «permanente e di alto livello, come attesta il ripetersi di attacchi terroristici a Londra, Stoccolma e altrove».

La sicurezza dei seggi
Per garantire la sicurezza dei 67.000 seggi elettorali, «sono stati mobilitati 50.000 poliziotti e gendarmi ai quali si aggiungono i militari dell'operazione Sentinelle. Ho scritto una circolare a tutte le prefetture - ha spiegato il ministro - sia sulle misure preventive da prendere che nel caso di eventuali interventi in caso di difficoltà». Ricordando come ogni seggio elettorale sia un potenziale obiettivo di grande importanza simbolica per i terroristi, Fekl ha invitato tutti a «tenersi pronti».

Cyber-security
Per evitare il rischio di attacchi di pirateria informatica, inoltre, è stata rafforzata la sorveglianza sulla trasmissione dei risultati: «Abbiamo lavorato con l'Anssi (Agenzia nazionale di sicurezza dei sistemi informatici) per mettere in piedi un sistema affidabile. Tutti i risultati saranno centralizzati al ministero degli Interni e autenticati». Per le legislative dell'11 e 18 giugno il voto elettronico dei francesi all'estero è stato annullato in assenza delle condizioni sufficienti di sicurezza.