La piccola Repubblica esente dalle sanzioni

Sanzioni alla Russia: l'Italia ci perde, San Marino ci guadagna

La micro-Repubblica di San Marino, pur situata nella Penisola, è esente dalla masochistica politica delle sanzioni imposta dall'Occidente a Mosca. E ci sta guadagnando

Il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin. (Bangkok Happiness / Shutterstock.com)

MOSCA - Mentre l'Italia ha perso, nel giro di tre anni, ben 5 miliardi di euro di export con la Russia, la minuscola Repubblica di San Marino, il terzo Stato più piccolo d'Europa situato in territorio italiano, punta gli occhi verso Mosca. Perché San Marino ha l'euro, ma non condivide con l'Italia quella politica masochistica delle sanzioni internazionali imposta da Washington ai suoi alleati dopo la crisi ucraina.

Presenza imprenditori di San Marino nel mercato russo
Al contrario, le autorità del terzo stato più piccolo d'Europa, si sono dette molto sensibili agli imprenditori del Paese che operano sul mercato russo e su investimenti russi nell'economia della micro-Repubblica. Nelle dichiarazioni, citate da Sputnik, di Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, gli Affari Politici e la Giustizia, «la presenza più attiva di imprenditori sammarinesi sul mercato russo» viene definita «estremamente importante: stiamo parlando di stretti legami bilaterali e in questo senso siamo molto interessati alla possibilità di investimenti russi sul nostro territorio», ha detto Nicola Renzi, osservando anche che i prodotti agricoli di qualità di San Marino e i prodotti alimentari potrebbero diventare popolari sul mercato russo.

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Presto un'ambasciata in Russia?
Il segretario di Stato ha anche detto che i materiali da costruzione sarebbero una voce importante e che le imprese potrebbero essere interessate alla creazione di una produzione al di fuori del paese. Inoltre, San Marino starebbe prendendo in considerazione l'apertura di un'ambasciata in Russia, con un possibile sviluppo di legami culturali ed educativi.

Le contro-sanzioni
Nell'agosto 2014 la Russia ha introdotto il divieto di importazione di una serie di prodotti alimentari provenienti Stati Uniti, Paesi dell'Unione Europea, Canada, Australia e Norvegia, che precedentemente avevano imposto le sanzioni alla Federazione. Nella lista dei prodotti vietati sono inclusi manzo, maiale, pollame, pesce, verdure, frutta, formaggi e latticini.

San Marino, nessuna posizione ufficiale
Mosca ha imposto il blocco come rivalsa alle sanzioni disposte dall'Unione Europea in seguito all'annessione della Crimea e alla crisi militare nell'est dell'Ucraina. La Repubblica di San Marino non ha ancora assunto una posizione ufficiale circa le sanzioni applicate dall'Unione Europea alla Russia e quindi, attualmente, non rientra nel novero dei paesi verso i quali Mosca ha disposto l'embargo.

Un'intesa per aggirare le sanzioni?
Lo scorso marzo, si è parlato della possibilità che in Russia ricominciassero le forniture di formaggi e prodotti a base di carne di alta qualità proprio sfruttando San Marino, esente dal regime di sanzioni. I media russi hanno parlato in proposito di un possibile accordo tra le autorità sammarinesi e gli imprenditori russi, di cui si è ventilata la firma in occasione del Forum Economico Internazionale dei Paesi della CSI di quell'anno (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Ucraina,Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan). L'intesa è stata confermata al giornale «Rossiskaia Gazeta» da Vladimir Lishchuk, direttore esecutivo dell'associazione nazionale dei centri di vendita all'ingresso e distribuzione, che comunque ha precisato che i prodotti provenienti da San Marino saranno importati in quantità relativamente basse.