Procedura prevede accordo Commissione, Consiglio e Stati membri

L'Ue non vuole il «trumpiano» Malloch. E prepara il veto

Se mai venisse davvero designato dall'amministrazione Trump come nuovo ambasciatore Usa presso l'Ue, Ted Malloch potrebbe veder bloccata la sua nomina attraverso il veto

BRUXELLES - Se mai venisse davvero designato dall'Amministrazione di Donald Trump come nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso l'Unione europea, Ted Malloch - il diplomatico americano che ha fatto scalpore con le sue recenti dichiarazioni sulla probabile fine dell'euro e sull'Ue destinata a crollare, come l'Unione Sovietica - potrebbe vedere la sua nomina bloccata da un veto di due delle tre istituzioni europee (Commissione e Consiglio, ma non l'Europarlamento), oppure da uno dei governi dei 28 Stati membri.

La procedura
La possibilità di bloccare la nomina è prevista dalla procedura in vigore, «che implica l'approvazione da parte della Commissione europea, del Consiglio dell'Unione europea, del Servizio europeo di Azione esterna (Eas, guidato da Federica Mogherini, ndr), e delle autorità degli Stati membri», si legge sul sito del Protocollo dell'Esecutivo comunitario. La procedura, si precisa inoltre, «generalmente dura otto settimane».

Rifiuto?
Dopo aver cercato ripetutamente di eludere le domande dei cronisti durante il briefing di mezzogiorno della Commissione europea, il portavoce Alexander Winterstein ha oggi riconosciuto che effettivamente la mancanza di approvazione da parte di uno qualsiasi dei soggetti citati nella procedura equivale a un rifiuto di nomina per l'ambasciatore. «Penso che questa interpretazione sia corretta», ha detto il portavoce.

Ancora nessuna notifica
Winterstein ha comunque insistito sul fatto che l'Amministrazione Usa non ha ancora scelto il proprio ambasciatore all'Ue; «una volta che avremo ricevuto la richiesta ufficiale risponderemo», ma «non siamo ancora a questo punto», ha ricordato il portavoce, e ha sottolineato che «non è il momento di speculare su chi può fare cosa». Malloch, in effetti, non è mai stato indicato da Washington come futuro ambasciatore presso l'Ue, e la sua è vista piuttosto come «un'autocandidatura» dalla Commissione. Winterstein si è trincerato dietro la mancanza di una notifica ufficiale da parte del governo americano anche in risposta ai giornalisti che chiedevano se la questione sarà evocata con i suoi interlocutori dall'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, che è oggi in visita ufficiale a Washington per incontrare diversi membri dell'Amministrazione Trump, tra cui il Segretario di Stato Rex Tillerson.

Persona non grata
La settimana scorsa, i capigruppo del Ppe e dell'Alleanza liberaldemocratica (Alde) al Parlamento europeo, Manfred Weber e Guy Verhofstadt, così come, separatamente, il capogruppo dei Socialisti e Democratici Gianni Pittella, avevano chiesto al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk di non accettare l'eventuale nomina di Malloch. «Noi siamo fortemente convinti che delle persone che vedono come loro missione quella di perturbare o dissolvere l'Unione europea non dovrebbero essere accreditati come rappresentanti ufficiali presso l'Ue», hanno scritto nella loro lettera congiunta Weber e Verhofstadt, mentre Pittella ha aggiunto che Ted Malloch dovrebbe essere dichiarata «persona non grata» nell'Ue.