17 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Politica europea

Antonio Tajani, l'uomo della «nuova rivoluzione industriale» nell'Ue

Romano, 63 anni, laureato in giurisprudenza, Tajani è stato un ufficiale dell'Aeronautica Militare, giornalista e uno dei fondatori di Forza Italia. Per due volte è stato commissario Ue, prima ai Trasporti e poi all'Industria

STRASBURGO - Antonio Tajani è il nuovo presidente del Parlamento europeo, di cui è stato commissario (prima ai Trasporti e poi all'Industria) e primo vicepresidente dal 2014; in corsa c'era un altro italiano, l'esponente del Partito democratico Gianni Pittella, battuto dal connazionale per351 voti contro 282.

Dai monarchici a Forza Italia
Romano, 63 anni, laureato in giurisprudenza, Tajani è stato un ufficiale dell'Aeronautica Militare e controllore della Difesa aerea presso la base radar di San Giovanni Teatino, giornalista parlamentare per Il Settimanale, conduttore del Gr1 Rai e responsabile della redazione romana de Il Giornale di Indro Montanelli. Politicamente Tajani nasce come militante del Fronte monarchico giovanile, di cui è stato vicesegretario, ma è stato soprattutto tra i fondatori di Forza Italia nel 1994, poi coordinatore regionale del partito nel Lazio dal 1994 al 2005, e portavoce del presidente del Consiglio nel primo governo Berlusconi. Sempre nel 1994 è stato eletto parlamentare europeo per la prima volta. Nel 2001 fu candidato a sindaco di Roma per la coalizione della Casa delle Libertà, ma fu sconfitto al ballottaggio da Walter Veltroni.

In Europa
Come commissario europeo all'Industria, nell'ottobre 2012 Tajani ha lanciato una campagna sulla «nuova rivoluzione industriale» nell'Ue, mirante a rilanciare una vera e propria politica industriale europea, con l'obiettivo di riportare il peso dell'industria a oltre il 20% del Pil dell'Unione, entro il 2020. Nel novembre 2014 ha rinunciato all'indennità transitoria di fine mandato che gli sarebbe spettata in quanto ex vicepresidente della Commissione: 13mila euro al mese per tre anni, per un totale di 468 mila euro. Tajani ha spiegato di aver «ritenuto fosse opportuno dare una prova di sobrietà e solidarietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei».

"Io sarò il presidente di tutti»
«Io sarò il presidente di tutti, rispetterò tutti i deputati e tutti i gruppi politici. Ringrazio il presidente Martin Shulz di cui sono stato primo vicepresidente e nei suoi confronti ho sempre dimostrato grande lealtà. Voglio dedicare questo risultato alle vittime del terremoto che ha colpito il mio Paese, che stanno ancora vivendo momenti di grande difficoltà, e a tutte le vittime del terrorismo».

Schulz e la battuta su Berlusconi
«Il più caro amico politico di Antonio Tajani non è certo il mio più caro amico (in riferimento a Silvio Berlusconi che definì Schulz un kapò nazista, ndr). Ma tra noi abbiamo sempre collaborato per il bene del Parlamento europeo e dell'Unione europea», ha detto Schulz, durante un breve punto stampa all'uscita del salone protocollare dell'Europarlamento. «Non voglio celare - ha detto Schulz - una cosa che è successa mentre eravamo nel salone protocollare. Ci ha raggiunti una telefonata del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Ne è seguito un colloquio cui ha partecipato il presidente Antonio Tajani, io, in italiano, e il presidente Mattarella, nella quale abbiamo brevemente delineato il programma e i prossimi impegni del Parlamento europeo».