16 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Gi hacker russi secondo Julian Assange

Usa-Russia, Assange: «Obama accusa Putin per screditare Trump»

Secondo il fondatore di Wikileaks Barack Obama sta cercando di delegittimare la futura amministrazione Trump sostenendo che l'elezione di The Donald è stata influenzata dalla Russia

MOSCA - Le accuse di influenza russa nel risultato delle elezioni americane sono un tentativo di screditare Donald Trump. Lo ha detto il fondatore del portale WikiLeaks Julian Assange, negando tutti i sospetti di coinvolgimento russo nella fuga di documenti del Partito Democratico. Le dichiarazioni sono comparse sul canale tv americano Fox News e sono immediatamente rimbalzate da un capo all'altro del globo e sulla tv russa, che ha subito titolato sulle parole di Assange: «I democratici americani accusano la Russia, per screditare Trump».

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Assange: Vogliono screditare Trump
«Stanno cercando di delegittimare l'amministrazione Trump, che presto prenderà posto alla Casa Bianca", ha detto Assange. Secondo il noto giornalista e programmatore australiano noto per avere fondato Wikileaks è stata una uscita sfortunata quella di Hillary Clinton, dichiarare che i documenti, pubblicati poi proprio da WikiLeaks, avrebbero potuto influenzare i risultati delle elezioni negli Stati Uniti. Assange comunque non ha chiarito se quei documenti abbiano realmente influenzato l'esito delle elezioni presidenziali americane oppure no.

Obama impone nuove sanzioni alla Russia
Il giornalista ha tuttavia suggerito che in realtà il risultato delle elezioni è stato influenzato dalla reazione dei democratici all'uscita dei documenti, in particolare, la stessa Hillary Clinton e il capo della sua campagna elettorale, John Podesta. L'amministrazione del presidente americano uscente Obama ha imposto a fine dicembre sanzioni contro 9 istituti russi, aziende e privati, nonché nei confronti di agenzie di intelligence per «interferenza nelle elezioni» e «pressione sui diplomatici statunitensi».

La contro-mossa di Vladimir Putin
Secondo la Casa Bianca tutti avrebbero avuto una relazione con gli attacchi informatici, il cui scopo era quello di influenzare le elezioni presidenziali di novembre 2016. Obama ha inoltre dichiarato «persona non grata» 35 diplomatici russi negli Stati Uniti. Putin, invece, ha rinunciato all'espulsione di altrettanti diplomatici americani, pur lasciando aperta la porta a misure di risposta alle nuove sanzioni. La mossa del presidente russo è stata elogiata da Donald Trump, che invece ha duramente criticato la reazione del suo predecessore alla Casa Bianca, definendola «sproporzionata».