20 febbraio 2019
Aggiornato 08:00
Politica monetaria

Trump contro la Fed. Cancellerà la già debole riforma di Wall Street?

Wall Street ha solo parzialmente subito le blande leggi di Obama, e il sistema finanziario è fuori controllo come nel 2008. Donald Trump taglierà le multe e sussidi pubblici alle banche?

Donald Trump
Donald Trump

NEW YORK - E’ stato definito il Muro di Wall Street che, a differenza di quello di Berlino, non è crollato. Sotto i colpi del presidente Barack Obama, il coacervo inestricabile di potere della grande finanza Usa ha mantenuto la sua potenza. Probabilmente è una delle ragioni che hanno comportato la sconfitta della candidata democratica, vista troppo vicina ai vertici della finanza di Wall Street. Nel 2008, quando il primo presidente afroamericano fu eletto, Obama si connotava per una forte aspettativa progressista: trovatosi nel cuore della tempesta finanziaria più distruttiva dal dopoguerra, l’inquilino della Casa Bianca promise il pugno di ferro contro gli eccessi del capitalismo finanziario. La crisi dei mutui sub prime aveva scaraventato il mondo dentro l’esplosione di una bolla di cui ancora oggi paghiamo le dure conseguenze.

Il Dodd-Frank Act
Il 15 luglio 2010, con 60 voti a favore e 39 contrari, il Senato americano approvò in via definitiva la nuova legge finanziaria voluta dal presidente Barack Obama. La riforma di Wall Street era stata approvata il primo luglio precedente dalla Camera dei Rappresentanti con 237 voti favorevoli e 192 contrari. Definita «la più grande riforma dopo la Grande Depressione», il Dodd-Frank Act , dal nome dei due autori, doveva  impedire una nuova crisi, come promesso Obama. Le foto di quel giorno vedono il presidente esultare e congratularsi con i suoi collaboratori. Detrattori e sostenitori della Dodd-Frank Act si dividono, ma lo stesso presidente statunitense ha dovuto ammettere che quel provvedimento non ha ottenuto i risultati sperati, e il settore finanziario risulta ancora nuovamente fuori controllo.

Janet Yellen resiste?
Il presidente eletto, Donald Trump, ha dichiarato che vorrebbe rivedere quel provvedimento, scatenando così la reazione della potente Janet Yellen, capo della banca centrale statunitense. In realtà, la presidente della Federal Reserve ha rimarcato che è sua ferma intenzione non lasciare il posto ad un successore nominato da Donald Trump. Un concetto legittimo, ma vagamente meno elegante. Il capo della Fed è l’essere umano più potente del mondo: avere il potere di variare la politica monetaria degli Usa è di fatto avere il potere di incidere, si potrebbe poter perfino dire «decidere», sulla vita del creato. «Sono stata scelta dal Senato per un mandato di quattro anni che finirà nel gennaio del 2018 ed è mia intenzione portare a termine il mio compito» ha detto Yellen nel corso della sua testimonianza davanti alla Commissione economica congiunta del Congresso. Dopo di che, con un mossa assai bellicosa, ha annunciato un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti che potrebbe arrivare a dicembre. Yellen ha difeso la Dodd-Frank, la riforma del sistema finanziario americano voluta dal presidente Barack Obama dopo la crisi del 2008. «Ha diversi aspetti positivi e non sarebbe opportuno portare indietro le lancette della regolamentazione finanziaria, si dovrebbe essere felici che ora il sistema finanziario è più sicuro e poggia su basi più solide» ha detto.

Trump libera la finanza Usa?
Quali siano le reali intenzioni del neopresidente è ancora ignoto. Donlad Trump si muove su sentieri che non conosce, e appare titubante nel mettere in pratica le spericolate ricette che lo hanno portato a vincere le presidenziali Usa. Ad esempio, sul Obamacare act, la riforma sanitaria, il magnate delle costruzioni ha assunto una posizione più moderata ed ha annunciato che salverà le parti che riguardano le coperture sanitarie dei più indigenti. Cosa potrebbe fare quindi per avvantaggiare, ancor più, la finanza statunitense? Probabilmente verrebbero azzerate le forti multe che sono costate circa 200 miliardi di dollari a diverse banche Usa. Il principio sarebbe molto semplice: le multe non vengono pagate, perché bloccate da squadre di avvocati nettamente più forti della giustizia federale. Meglio evitare queste mosse e, al contempo, tagliare tutti i sussidi pubblici al settore finanziario che ha ampiamente goduto di ricapitalizzazioni pubbliche. Una pura ottica liberista, quindi.