18 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Portavoce operazioni governative: dopo bonifica da mine e ordigni

Libia, atteso l'annuncio della liberazione di Sirte. Preso il quartier generale dell'Isis

Sirte, roccaforte della filiale libica dello Stato Islamico sarà dichiarata entro domani ufficialmente 'città liberata'. Più del 70% della città è stato sottratto dall'Isis

TRIPOLI - Sirte, roccaforte della filiale libica dello Stato Islamico (Isis) sarà dichiarata entro domani ufficialmente «città liberata». E' quanto ha dichiarato il generale Mohammed al Ghasry, portavoce del comando delle operazioni militari che fa capo al governo d'Accordo Nazionale riconosciuto dall'Onu.

Liberazione ufficiale tra due giorni
«La liberazione della città di Sirte dall'organizzazione di Daesh (acronimo in arabo dell'Isis) sarà annunciata ufficialmente entro due giorni», ha detto in una dichiarazione fatta ieri sera il generale al Ghasry, come riporta il sito news libico «al Wasat».

70% della città liberata
L'annuncio della ripresa della roccaforte del Califfato «sarà fatto dopo la bonifica da ordigni e mine seminate dai terroristi nelle strade, i quartieri, le abitazioni, i campi agricoli e le sedi governative», ha aggiunto il generale. Secondo l'agenzia Associated Press, che ha raccolto le dichiarazioni del sindaco, Mokhtar Khalifa, le forze libiche sostenute dai raid americani hanno liberato il 70% della città. Anche l’Italia sta dando il suo contributo alla riconquista. Alcune decine di militari italiani delle forze speciali, circa 30 unità, sarebbero già sul territorio libico tra Tripoli, Misurata e Bengasi con compiti di addestramento e assistenza alle milizie locali e alla coalizione anti-Isis per operazioni tuttora in corso.  

La conquista del quartier generale Isis
Intanto, l'emittente satellitare araba «al Hadath» ha postato sul suo account Twitter un video dell'ingresso delle forze filogovernative nel Centro Congressi Ouagadougou, il quartier generale delle milizie jihadiste conquistato ieri. La conquista del Centro Ougadougou è stata l'obiettivo principale delle forze filogovernative dall'inizio dell'offensiva, lanciata alcune settimane fa e intensificata negli ultimi giorni anche grazie ai raid aerei statunitensi condotti su richiesta dello stesso governo libico guidato dal premier Fayez al Sarraj.

L'ultimatum ad Haftar
Eppure, la guerra civile continua. Egitto ed Emirati Arabi Uniti avrebbero dato un mese di tempo al generale libico Khalifah Haftar per sconfiggere i gruppi islamisti nella città di Bengasi, pena il taglio dei finanziamenti, si lascia chiaramente intendere. E' quanto rivela l'edizione araba di The Huffington che cita fonti «fidate». Secondo queste fonti, nel corso di «riunioni segrete tenute il 26 e il 27 luglio al Cairo tra responsabili egiziani e libici alla presenza di delegati degli Emirati arabi» è stato «dato un ultimatum di un mese alle forze di Haftar per porre fine alla guerra a Bengasi e sconfiggere definitivamente il Consiglio dello Shura, i ribelli di Bengasi e le Brigate a Difesa di Bengasi», tutti gruppi islamisti che si oppongono al governo laico di Tobruk a cui Haftar fa riferimento.

(Fonte Askanews)

L'ultimatum sarebbe stato deciso anche perchè il sostegno ad Haftar, de facto una violazione delle risoluzioni Onu sulla Libia, costituisce "un peso" crescente per i Paesi che sostengono Haftar . Tra questi, viene citata anche la Francia.