16 luglio 2019
Aggiornato 02:00
Presidenziali USA 2016 | Convention Democratica

Hillary Clinton oggi accetterà la candidatura

L'arte oratoria, si sa, non è tra i suoi punti di forza, ma questa sera Hillary Clinton pronuncerà il discorso con cui accetterà la candidatura alle presidenziali statunitensi per il partito democratico, prima donna nella storia degli Stati Uniti a ottenere la nomination di uno dei maggiori partiti del Paese.

NEW YORK - Michelle Obama, Bernie Sanders, Bill Clinton, Joe Biden, Barack Obama. In pochi vorrebbero salire sul palco della convention democratica di Philadelphia dopo un tale 'Dream Team' di oratori capaci, coinvolgenti e amati, per paura di non essere all'altezza. L'arte oratoria, si sa, non è tra i suoi punti di forza, ma questa sera Hillary Clinton pronuncerà il discorso con cui accetterà la candidatura alle presidenziali statunitensi per il partito democratico, prima donna nella storia degli Stati Uniti a ottenere la nomination di uno dei maggiori partiti del Paese.

Parlerà per ultima, davanti a delegati e simpatizzanti del partito democratico alla Wells Fargo Arena, e avrà il difficile compito di ispirare la folla e convincere anche gli elettori del rivale Bernie Sanders a sostenerla, nel confronto con il candidato repubblicano, Donald Trump. I leader del partito democratico temono la contestazione dei 'Sandernistas', che potrebbe mettere in imbarazzo Clinton: il senatore del Vermont ha detto chiaramente di sostenere Hillary, ma la pubblicazione da parte di WikiLeaks delle e-mail di alcuni leader del partito, da cui emerge la loro volontà di favorire l'ex segretario di Stato alle primarie, ha riacceso la contestazione dell'ala più progressista del partito.

Al discorso di Michelle Obama, la prima sera, alcuni delegati non hanno potuto fare a meno di piangere, quando la first lady ha parlato delle figlie - «due splendide, intelligenti, giovani donne afroamericane» - che giocano di fronte alla Casa Bianca, costruita dagli schiavi. Poi sono stati eccitati dalle parole del senatore Cory Booker, che hanno scatenato anche la reazione di Trump su Twitter; più tardi, è stato il turno di Sanders e del suo pieno endorsement a Clinton, che «deve diventare presidente».

Martedì, il 42esimo presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha tessuto le lodi della moglie per 42 minuti (un caso?), portando gli americani attraverso i suoi ricordi con Hillary, per cercare di far emergere quel lato umano della candidata democratica che raramente si intravede. Ieri, il vicepresidente Joe Biden, che a lungo ha pensato alla possibilità di candidarsi contro Clinton, ha spiegato i motivi per cui gli americani non devono votare Trump, rivolgendosi soprattutto alla classe operaia - con cui è sempre stato bravo a entrare in contatto - quest'anno tentata dal votare per il repubblicano.

Poi, sul palco è salito Barack Obama. Il 44esimo presidente, nel suo discorso durato 44 minuti (un altro caso?) ha detto che c'è solo una persona che può portare avanti l'America e che sarà più brava di lui e di Bill: Hillary Clinton. Ora, è il turno della candidata, che parlerà al termine di una serata dedicata soprattutto alle donne, alla giustizia sul posto di lavoro e alla giusta paga; a introdurla, sarà un'altra donna: la figlia Chelsea.

Secondo molti alleati di Clinton, Hillary riesce a pronunciare i suoi discorsi migliori nei momenti decisivi. Quest'anno, è stato molto apprezzato il suo discorso a Brooklyn, dopo aver raggiunto la quota di delegati necessaria a ottenere la nomination e in pochi hanno dimenticato le parole con cui, nel 2008, concesse la vittoria a Barack Obama, ringraziando chi l'aveva sostenuta: «Non siamo stati in grado di rompere il soffitto di cristallo più alto e più resistente della nostra epoca, ma grazie a voi adesso quel soffitto ha 18 milioni di crepe [...] D'ora in poi, non sarà più sorprendente che una donna vinca le primarie negli Stati, né che una donna sia in corsa per la nomination, né che una donna diventi il presidente degli Stati Uniti».
Un ex collaboratore di Clinton ha detto al quotidiano politico The Hill che la candidata è consapevole di «dover superare un'asticella alta», ma che Clinton sta lavorando al suo discorso da mesi, con un ristretto numero di collaboratori, tra cui il suo principale speechwriter, Dan Schwerin. Hillary dovrà convincere gli elettori che possono fidarsi di lei e che Trump sia 'unfit', inadatto a guidare gli Stati Uniti.

(con fonte Askanews)