19 novembre 2019
Aggiornato 12:00
Presidenzilia USA 2016, si apre la Convention Democratica

«Votate Hillary». Per Sanders fischi e proteste dei suoi sostenitori

Davanti al palazzetto della città della Pennsylvania ci sono centinaia di cittadini che hanno votato per Bernie. «Make America Bern Again», «Mettiamola in galera», «Non sarò mai con lei, mai», si legge in alcuni cartelli.

NEW YORK - La convention del partito democratico a Philadelphia si apre tra le polemiche. E al centro c'è ancora una volta Bernie Sanders e il suo movimento che secondo le mail pubblicate da WikiLeaks erano stati presi di mira dai vertici del partito nel tentativo di evitare una loro ascesa. Oggi Sanders ha ribadito la sua fedeltà al Clinton («Dobbiamo votare per lei») cosa che ha spinto i suoi sostenitori a fischiare e a incitare il senatore del Vermont: «Vogliamo Bernie, vogliamo Bernie», hanno detto. Davanti al palazzetto della città della Pennsylvania ci sono centinaia di cittadini che hanno votato per Bernie. «Make America Bern Again», «Mettiamola in galera», «Non sarò mai con lei, mai», si legge in alcuni cartelli.

Intanto il nuovo scandalo delle mail ha portato alle dimissioni della presidente del partito democratico, Debbie Wasserman Schultz, ma anche alla decisione di non partecipare alla convention. Troppo difficile sarebbe stato per lei sostenere gli elettori all'interno del Wells Fargo Center. Sulla questione sta indagando l'Fbi, mentre in molti già parlano di una possibile azione di hacker russi, che ricondurrebbe il tutto a Vladimir Putin. Potrebbe essere una mossa del Cremlino per destabilizzare il partito democratico e aprire la strada a Donald Trump che più volte ha espresso apprezzamento per il lavoro di Putin? Nessuno può dirlo anche se i dubbi sono molti.

Intanto la convention si apre con gli interventi di Elizabeth Warren e di Bernie Sanders, le due anime della sinistra democratica. Ma ai due si aggiunge Michelle Obama che chiuderà la prima giornata cercando di portare tranquillità all'interno dell'area. È atteso un discorso su i temi che ha sviluppato in questi anni alla Casa Bianca: lotta all'obesità infantile, educazione, sostegno alle famiglie dei militari. Molti analisti credono che Michelle possa parlare anche dei problemi razziali degli Stati Uniti, delle tensioni tra polizia e comunità afroamericana.

Sempre oggi Donald Trump ha commentato su Twitter la vicenda delle mail. «Ci risiamo di nuovo con un altro scandalo riguardante Clinton e email, da non crederci. La corrotta Hillary sapeva cosa stava succedendo, B[ernie] non ha mai avuto alcuna chance!», ha scritto Trump su Twitter facendo scattare oltre 6.500 retweet e quasi 20.000 like. Poche ore prima Clinton aveva attaccato il suo sfidante, senza tuttavia citarlo. «Da me non sentirete mai complimenti rivolti ai dittatori che non credono nei valori dell'America», ha detto la candidata democratica facendo indirettamente riferimento al suo sfidante, Donald Trump, che più volte ha parlato di dittatori nel corso dei suoi discorsi. Da Saddam Hussein a Muammar Gaddafi, che secondo Trump hanno mantenuto la stabilità in Medio Oriente, a Kim Jong-un, leader della Corea del Nord, con il quale vuole aprire un dialogo.