20 settembre 2021
Aggiornato 23:00
Candidato repubblicano: basta approfittare della potenza americana

Trump contro la Nato: «No a difesa automatica degli alleati»

Donald Trump non dissipa i dubbi sulla sua fedeltà atlantica: in un'intervista al New York Times il candidato repubblicano si mostra molto cauto in tema di possibili interventi Nato.

NEW YORK - Donald Trump non dissipa i dubbi, anzi ne aggiunge, sulla sua fedeltà atlantica: in una intervista al New York Times il candidato repubblicano alla Casa Bianca si mostra molto cauto in tema di possibili interventi Nato per assistere altri Paesi dell'Alleanza, nella fattispecie i Baltici in caso di attacco russo. Prudente anche sulla Turchia: «non credo che abbiamo diritto di dare lezioni», ha detto, «guardate cosa sta accadendo nel nostro Paese: come possiamo dare lezioni quando la gente spara a sangue freddo contro agli agenti di polizia».

Prudenza
Alla domanda sulle attività russe che hanno allarmato in particolare le repubbliche ex sovietiche sul Baltico - Lituania, Estonia, Lettonia - Trump ha detto che in caso di attacco da parte di Mosca andrebbe in soccorso di questi alleati, in base all'articolo 5 del Trattato Nato, solo dopo aver verificato che questi «hanno adempito ai loro obblighi nei nostri confronti». Quindi «se hanno fatto il loro dovere nei nostri confronti, la risposta è sì».

Approfittare della potenza americana
L'aspirante presidente americano, che promette di agire in politica estera in base alla legge «America prima di tutto», nell'intervista sostiene che il suo obiettivo è di mantenere «gli accordi esistenti», ma solo se gli alleati smettono di approfittare della presenza e della potenza americana, un lusso non più sostenibile. 

Hillary? «Da fucilare per alto tradimento»
Intanto, sale la tensione con la candidata democratica alle presidenziali. Il Secret Service americano sta indagando sulle dichiarazioni di un consigliere di Donald Trump, secondo cui Hillary Clinton «dovrebbe essere fucilata per tradimento", portata "davanti a un plotone di esecuzione». Al Baldasaro, del New Hampshire, è uno dei delegati che ha votato per la nomination del miliardario alla convention di Cleveland. I suoi commenti, rilasciati durante un'intervista radiofonica, una trasmissione condotta da Jeff Kuhner, sono stati rilanciati da Buzzfeed, scatenando polemiche e grande imbarazzo.

Gli errori della Clinton
Al Baldasaro ha attaccato la candidata democratica alla Casa Bianca - che sarà incoronata tale la settimana prossima - in particolare per l'attacco di Bengasi e per la vicenda delle email inviate da account personali al tempo in cui era segretario di Stato e gestiva informazioni altamente sensibili. Il consigliere, membro della 'coalizione dei veterani' voluta da Trump, ha picchiato duro in particolare sull'attacco a Bengasi del 2012, dove furono uccisi l'ambasciatore in Libia Christopher Stevens, più altri tre americani e sulla vicenda dell'uso di un server privato per inviare email da parte dell'allora segretario di Stato.

Una disgrazia
«E' una disgrazia per tutti, per le menzogne che ha detto alle madri i cui figli sono stati uccisi a Bengasi», ha detto Al Baldasaro. Inoltre «ha buttato la palla fuori dal suo campo su 400 email, invocando motivi di sicurezza. Qui c'è qualcosa che non va». A una domanda su queste violente affermazioni in piena campagna elettorale, il portavoce del Secret Service Robert Hoback ha detto che l'agenzia «è al corrente della questione e condurrà un'adeguata indagine». Mentre Al Baldasaro non ha risposto per ora alle richieste dei media di spiegare, o commentare.

(Fonte Askanews)