20 settembre 2021
Aggiornato 08:00
Onu autorizza navi da guerra europee in Libia

Libia, milizie anti-Isis pronte alla battaglia finale per Sirte

Le forze filogovernative libiche hanno annunciato oggi di aver respinto una nuova controffensiva dello Stato islamico (Isis) a Sirte, dove i jihadisti sono praticamente circondati

TRIPOLI - Le forze filogovernative libiche hanno annunciato oggi di aver respinto una nuova controffensiva dello Stato islamico (Isis) a Sirte, dove i jihadisti sono praticamente circondati. Stando a quanto si legge in un comunicato, l'Isis ha attaccato le postazioni delle milizie del governo di unità di Fayez Sarraj nella zona occidentale della città, con un carro armato, colpi di mortaio e cecchini.

L'impegno delle forze filogovernative
Le forze filogovernative, poste sotto un comando congiunto che ha sede a Misurata, 200 chilometri a Ovest di Tripoli, sono composte dalle milizie delle città presenti nella zona occidentale della Libia. Nel comunicato diffuso oggi hanno anche riferito di «colpi di artiglieria pesante lanciati contro zone situate attorno al centro congressi Ouagadougou» di Sirte, ossia il complesso creato da Muammar Gheddafi per ospitare summit africani e internazionali e usato dall'Isis come proprio centro di comando.

Sirte, roccaforte dell'Isis
L'Isis ha preso il controllo di Sirte, situata 450 chilometri a Est di Tripoli, nel giugno del 2015. Il governo di Sarraj ha lanciato l'offensiva per riprendere il controllo della città il 12 maggio scorso; da allora, secondo fonti ospedaliere, ci sono stati 145 morti e 500 feriti tra le file delle forze filogovernative.

L'estensione dell'operazione Sophia
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha autorizzato l'operazione navale europea al largo della Libia volta a mettere in atto l'embargo sulle armi imposto al Paese dal 2011. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Il voto sulla risoluzione, presentata da Parigi e Londra, è previsto per le 15 ora locale, le 21 in Italia. L'Onu estenderà quindi, su richiesta dell'Unione europea, l'operazione navale Sophia, già in corso e che ha come obiettivo iniziale quello di lottare contro i trafficanti di migranti.

Navi da guerra in Libia
La risoluzione autorizzerà nel corso di 12 mesi le navi da guerra europee ad «ispezionare senza indugio sia in alto mare che al largo della Libia le navi da e per la LIbia» che sono sospettate di trasportare armi o equipaggiamento militare. Per condurre a termine le ispezioni, gli europei «sono autorizzati ad utilizzare qualsiasi misura appropriata alle circostanze», precisa la risoluzione che invoca il capitolo 7 della Carta dell'Onu che prevede l'uso della forza. La maggior parte delle armi che entra in Libia non è destinata al governo legittimo ma al suo avversario o ai diversi gruppi armati. Secondo l'Onu in Libia, dove abitano 6 milioni di persone, vi son sono oltre 20 milioni di armi di ogni sorta.

(Con fonte Askanews)