16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
L'allarme dell'Unhcr

Migranti, 700 dispersi nel Mediterraneo negli ultimi 7 giorni

Fino a settecento migranti potrebbero essere morti la scorsa settimana nei naufragi al largo della Libia. E' il timore dell'Unhcr, fondato sulle testimonianze dei superstiti

ROMA - Fino a settecento migranti potrebbero essere morti la scorsa settimana nei naufragi al largo della Libia. E' il timore dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, timore fondato sulle testimonianze dei superstiti. «La situazione è caotica», ha spiegato Federico Fossi, portavoce dell'Unhcr, «Noi non siamo sicuri delle cifre, ma temiamo che fino a 700 persone siano annegate nei tre naufragi di questa settimana», 500 delle quali in un unico naufragio.

700 dispersi in 3 naufragi
Circa 500 migranti sono ritenuti dispersi dal naufragio di giovedì mattina al largo della Libia a bordo del peschereccio su cui erano stipati. Secondo i superstiti, almeno quaranta bambini - tra i quali dei neonati - figurano tra i dispersi. Un centinaio di altri migranti sono considerati dispersi dal naufragio di un'altra imbarcazione. La marina italiana ha annunciato venerdì sera di aver recuperato 45 cadaveri di migranti dopo l'ultimo naufragio avvenuto nel Mediterraneo e il bilancio potrebbe ancora aggravarsi per il gran numero di dispersi.

Salvataggi
I superstiti, condotti nei porti italiani di Taranto e Pozzallo, hanno dichiarato a Unhcr e all'ong Save the Children che la loro imbarcazione aveva fatto naufragio in alto mare. Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the Children in Sicilia, ha indicato che è impossibile verificare le cifre, ma ha aggiunto che i sopravvissuti hanno raccontato che circa 1.100 persone si erano imbarcate a Sabrata, in Libia, a bordo di due pescherecci e un gommone.

La dinamica
«La prima imbarcazione, che portava 500 persone, trainava la seconda, su cui ce ne erano altrettante», ha ha detto, «Ma la seconda imbarcazione ha cominciato a capovolgersi, alcune persone hanno cercato di nuotare fino alla prima, altre si sono aggrappate al cavo che le collegava». Secondo i sopravvissuti, il capitano della prima nave, un sudanese, ha poi tagliato il cavo che, con cedendo, ha tranciato la gola a un migrante. La seconda imbarcazione è affondata rapidamente. Il capitano sudanese è stato arrestato al suo arrivo a Pozzallo con altri tre sospetti trafficanti, secondo i media italiani.

L'indignazione dei media internazionali
I media internazionali hanno seguito con costanza e apprensione gli ultimi eventi di una crisi migratoria che non accenna a placarsi, anche sottolineando il ruolo fondamentale della Marina italiana nel salvare vite umane. Così il Guardian, che ha rilevato come, accanto ai 700 dispersi, siano state 13.000 le persone soccorse e portate in salvo nel Mediterraneo in una sola settimana. La stampa internazionale è ugualmente severa a proposito delle responsabilità dell'Ue in questa crisi: il quotidiano britannico ha sottolineato come il numero esponenziale di morti, dovuto anche all'aumento degli attraversamenti durante la bella stagione, debba a maggior ragione spingere l'Ue ad aprire corridoi umanitari. Il New York Times, in un duro editoriale, ha rivolto una severa critica alle più ricche nazioni europee, i cui leader sembrano volgersi dall'altra parte ignorando le continui tragedie. Il quotidiano della Grande Mela ha inoltre rimarcato come la comunità internazionale abbia stanziato 25 miliardi di dollari per aiuti umanitari, almeno 15 di meno rispetto ai reali bisogni delle agenzie umanitarie attive a livello globale.

(Con fonte Askanews)