Idomeni, iniziato lo sgombero del campo profughi
Sono iniziate all'alba le operazioni di sgombero del campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia
IDOMENI - Sono iniziate all'alba le operazioni di sgombero del campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove circa 8.400 migranti si trovavano rinchiusi da mesi per evitare che proseguissero la loro corsa verso il Nord Europa. Almeno 200 agenti di polizia, alcuni in abiti civili, con una ventina di mezzi, hanno cominciato questa mattina a evacuare il campo. Le operazioni, al momento, stanno avendo luogo senza l'uso della forza: si stanno svolgendo «lentamente" e "nella calma», hanno confermato fonti governative.
Polizia in tenuta anti-sommossa
Gli agenti sono assistiti dall'alto da un elicottero che monitora la situazione al campo. La polizia è in tenuta anti-sommossa, anche se le autorità greche hanno più volte ribadito che non sarà necessaria l'uso della forza. Le forze di sicurezza stanno chiedendo ai migranti di salite a bordo di alcuni bus per essere trasferiti in vicini centri d'accoglienza.
Non servirà l'uso della forza
«L'operazione» di evacuazione del campo profughi di Idomeni «è iniziata verso le 6 e si sta svolgendo con un ritmo lento e nella calma», ha confermato Giorgos Kyritsis, portavoce del servizio di coordinamento greco della crisi migratoria. «Non c'è bisogno di fare uso della forza», ha sottolineato il portavoce, dopo che nei giorni scorsi aveva fatto scalpore lo scontro tra la polizia e alcuni migranti che avevano tentato di sfondare il cordone. Il portavoce ha anche anticipato che l'evacuazione del campo proseguirà per una decina di giorni.
Speravano di raggiungere il Nord
I migranti, molti dei quali provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, sono particolarmente riluttanti a farsi trasferire in altri campi del Paese, nonostante vivano praticamente in prigionia ormai da mesi,e in condizioni umanitarie disastrose. Preferirebbero infatti rimanere vicini al confine, perché ancora spererebbero di poter proseguire il loro viaggio verso il Nord lungo la rotta balcanica. Una rotta, però, che l'accordo tra Ue e Turchia, insieme al ripristino dei controlli alle frontiere e i muri costruiti, hanno chiuso.
Le strutture greche non sono sufficienti
Stelios Kouloglou, membro del partito di governo Syriza, ha detto alla BBC che i migranti devono accettare che non esista una soluzione a breve termine alla loro situazione, ma che è nel loro interesse spostarsi in centri di accoglienza strutturati. In realtà, la situazione rimane complicata: da un lato, infatti, alcune delle strutture presenti sul territorio greco presentano già in partenza molti deficit di efficienza e risultano inadeguate ad ospitare i profughi; dall'altro, i posti attualmente libero sono 6.000, mentre i migranti bloccati ad Idomeni sono almeno 8.400.
Problemi ai collegamenti ferroviari
Lo scorso lunedì, la polizia ha annunciato di aver iniziato le operazioni per trasferire circa 2000 persone che bloccavano i binari ferroviari al confine. I migranti hanno bloccato i binari per molti giorni, obbligando i treni a riprogrammare i propri itinerari verso est passando per la Bulgaria.
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