23 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Il secondo turno

Iran alle urne, oggi si deciderà la sorte dei «moderati»

Urne di nuovo aperte dalle 8 di questa mattina in Iran, dove circa 17 milioni di persone sono chiamate a votare per il secondo turno delle elezioni legislative

TEHERAN - Urne di nuovo aperte dalle 8 di questa mattina in Iran, dove circa 17 milioni di persone sono chiamate a votare per il secondo turno delle elezioni legislative. Il momento è cruciale soprattutto per il cosiddetto fronte moderato e riformista che sostiene il presidente Hassan Rohani, e che spera di confermare il successo del primo turno, lo scorso 26 febbraio.

La situazione
Tra i 212 eletti nel primo turno dello scorso 26 febbraio, il blocco dei riformisti moderati aveva conquistato 86 seggi, contro i 67 assegnati ai fondamentalisti-conservatori legati alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamanei. In particolare, oggi si vota in quelle circoscrizioni dove nessun candidato aveva raggiunto il quorum del 25%, specialmente nelle campagne e nei piccoli centri. 

La campagna elettorale
La campagna elettorale non ha generato particolare entusiasmo nelle città e nelle 21 province chiamate a eleggere 68 dei 290 membri del Parlamento. Gli elettori in grandi città come Tabriz (Nord-Ovest) e Shiraz (Sud) tornano alle urne, a differenza di quelli di Teheran, dove i 30 seggi che erano tutti in mano ai conservatori sono stati vinti dai riformatori e candidati moderati al primo turno: un risultato eccezionale che è stato la grande sorpresa del 26 febbraio. Ma le città più piccole dove oggi si vota si sono mostrate al primo turno meno disposte a radicali cambiamenti.

Cosa succederà?
«L'Iran, non è solo Teheran», ha detto il leader della coalizione di conservatori, Gholam-Ali Hadad Adel, chiamando a votare «in funzione degli obiettivi» del padre della rivoluzione islamica, imam Khomeini e il suo successore, l'ayatollah Ali Khamenei. Al primo turno, in provincia i risultati sono stati generalmente meno netti: moderati e riformisti non sono riusciti a ottenere una maggioranza, ma neanche i conservatori, che pur avevano una schiacciante maggioranza nell'assemblea uscente. Su 290 seggi, 103 sono stati vinti dai conservatori, 95 dai moderati e 14 da indipendenti la cui tendenza politica non è chiaramente definita. I risultati del voto odierno potrebbero cambiare questo quadro.