16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Intervista al Messaggero del ministro degli Esteri Sebastian Kurz

Migranti, Vienna minaccia: introdurremo controlli al Brennero

In un'intervista al Messaggero, il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato che l'Austria non vorrebbe ripristinare i controlli al Brennero, ma, se necessario, lo farà

VIENNA - La pressione non si allenta tra Italia e Austria, dopo l'inizio dei lavori per l'annunciata costruzione di una barriera anti-migranti al Brennero. Ipotesi che da Vienna hanno cercato di ridimensionare, relegandola a una possibilità, senza però mai negare di non aver intenzione di cooperare con Roma per gestire i flussi in arrivo. E ora arriva l'ennesima conferma: l'Austria non vorrebbe i controlli al Brennero, ma li introdurrà se necessario, se non sarà possibile «assieme ad assicurare efficacemente i confini esterni dell'UE: solo così possiamo mantenere anche in futuro un'Europa senza confini interni».E l'avvertimento giunge nientemeno che dal ministro degli Esteri austriaco in una intervista a Il Messaggero.

L'accoglienza in Austria
Sebastian Kurz, il capo diplomazia più giovane del mondo - solo 30 anni -, ritiene che i numeri gli diano ragione. «L'Austria ha accolto lo scorso anno 90.000 profughi, più dell'1% della popolazione, che rapportato all'Italia significherebbe più di 600.000. Di fatto lo scorso anno solo 83.000 profughi hanno richiesto asilo in Italia. Considerato poi che ne sono arrivati in Italia altri 150.000 allora si vede la discrepanza nei numeri. Inoltre c'è da aspettarsi che il numero di profughi dal Mediterraneo aumenterà. È chiaro che l'Austria, con meno di 9 milioni di abitanti, non può alla lunga accogliere 90.000 migranti l'anno, la sfida dell'integrazione sarebbe troppo grande. Per questo l'Austria ha dovuto reagire: con un tetto massimo di 37.500 domande di asilo: quest'anno siamo comunque più solidali della maggior parte degli altri Stati nell'Ue e nel mondo».

Il Brennero: una frontiera, un simbolo
«Sul Brennero - ha aggiunto - siamo consapevoli del significato storico e logistico di questo confine e non vorremmo neanche noi i controlli. Speriamo anche che non saranno necessari se riusciamo assieme ad assicurare efficacemente i confini esterni dell'UE: solo così possiamo mantenere anche in futuro un'Europa senza confini interni. Ma se vedremo che non si riesce a ridurre sensibilmente il numero dei migranti irregolari dalla rotta mediterranea, allora saremo costretti a introdurre i controlli al Brennero, cercando di limitare al massimo le conseguenze per la libera circolazione di persone e merci».

Cambio di passo
Ma cosa pensa l'Austria del Migration Compact proposto dal premier Renzi? Kurz ritiene che «dobbiamo attivarci nei paesi di origine e creare prospettive per la gente sul posto sia in Medio Oriente sia in Africa. Dovremmo quindi anche esaminare attentamente le proposte del premier Renzi. È chiaro comunque che serve un cambio di sistema: dall'accoglienza illimitata in Europa a più aiuti sul posto»«Dobbiamo innanzitutto cooperare strettamente con i paesi interessati - ha argomentato il ministro austriaco - sopratttutto la Libia, e creare strutture statali necessarie per il contrasto delle reti criminali di trafficanti», con cui dopo una fase di consolidamento del governo di unità «si può pensare ad accordi come quello con la Turchia. Ma l'Europa deve essere in grado da sola di difendere i suoi confini esterni per non dover dipendere sempre dai suoi vicini». E comunque «l'Europa deve decidere da sola chi può venire e chi no e lo può fare solo con una efficiente difesa dei confini esterni. Alcuni terroristi dell'Isis coinvolti negli attentati di Parigi e Bruxelles hanno usato la rotta dei Balcani occidentali».