31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Presidenziali USA 2016 | Primarie Repubblicane

La convention è l'unica chance per i «nemici» di Trump

Sempre più addetti ai lavori ne sono convinti, partendo da quello che è ormai un assioma: nessun altro candidato ha la possibilità di ottenere i 1.237 delegati necessari per conquistare la nomination, prima della convention nazionale in programma nella città dell'Ohio dal 18 al 21 luglio.

NEW YORK - La convention di Cleveland è l'unica chance che ha il partito repubblicano statunitense di fermare Donald Trump. Sempre più addetti ai lavori ne sono convinti, partendo da quello che è ormai un assioma: nessun altro candidato ha la possibilità di ottenere i 1.237 delegati necessari per conquistare la nomination, prima della convention nazionale in programma nella città dell'Ohio dal 18 al 21 luglio.

Il problema, per l'establishment repubblicano, è capire quante possibilità ci siano di rallentare Trump, per impedirgli di ottenere la maggioranza dei delegati. Gli esperti del partito repubblicano di Politico sono divisi: una metà crede che il miliardario non riuscirà a ottenere la maggioranza, mentre l'altra pensa che sia sulla strada giusta per vincere. «Trump non ha al momento più del 50% dei delegati» ha detto un repubblicano della Florida che ha risposto in maniera anonima alle domande di Politico (al momento, ha il 46%). «L'establishment cercherà di impedirgli di arrivarci, per avere una 'brokered convention'. È l'unico modo per fermarlo». La 'brokered convention' è una convention «contrattata, negoziata» a cui si arriva, dopo le primarie, senza un candidato capace di vincere alla prima chiamata al voto, con la maggioranza dei delegati. In questo caso, la nomination è assegnata dopo contrattazioni e votazioni che potrebbero durare diverse ore, con i delegati non più «legati» al candidato scelto nelle primarie dagli elettori.

«Il calendario favorisce Trump e Ted Cruz» ha risposto un repubblicano della Virginia, che ha reso pubblica una riflessione comune a tutti i repubblicani: «Se il 15 marzo Trump vince le primarie in Ohio e Florida», dove i delegati vanno tutti al vincitore, «la partita è chiusa».

Il miliardario non deve vincere in Florida e Ohio
La Nbc ha provato a fare qualche calcolo sulla possibilità di arrivare a una 'contested convention', così definita quando dalle primarie non emerge nessun candidato con la maggioranza (diventa 'brokered' dopo il fallimento alla prima votazione). Al momento, secondo il conteggio della Nbc, Trump ha 325 delegati, Cruz 237, Marco Rubio 117 e John Kasich 27. Ipotizzando che le prossime tappe elettorali tra il 5 e il 12 marzo (che includono Kansas, Kentucky, Louisiana, Michigan e Mississippi) finiscano come le precedenti quindici, si arriverebbe al seguente risultato: Trump 485, Cruz 355, Rubio 174, Kasich 41.

Poi c'è il 15 marzo, probabilmente lo spartiacque di queste primarie: se Trump arriva primo in Florida (99 delegati) e Ohio (66 delegati), due Stati che assegnano tutti i delegati al vincitore, e ottiene il 45% del resto dei delegati in palio in giornata, il risultato sarebbe: Trump 741, Cruz 422, Rubio 206, Kasich 49. In questo caso, Trump avrebbe poi bisogno di ottenere il 50% dei restanti delegati in palio per raggiungere i 1.237 necessari per ottenere la nomination. Un compito più che fattibile, considerando che, con la vittoria di Trump nei 'loro' Stati, Rubio (Florida) e Kasich (Ohio) ritirerebbero la propria candidatura.

Se Trump vincesse in Florida, perdendo in Ohio da Kasich, il miliardario salirebbe a 675 delegati: in questo caso, avrebbe bisogno del 57% dei restanti delegati per arrivare alla maggioranza. Un compito, ancora, alla sua portata. Se, come si augura l'establishment repubblicano, Rubio vincesse in Florida e Kasich in Ohio, Trump avrebbe 576 delegati, Cruz 422, Rubio 305 e Kasich 115. A questo punto, Trump avrebbe bisogno di conquistare il 66% dei restanti delegati e, immaginando tutti i suoi rivali ancora in corsa, diventerebbe un obiettivo forse irraggiungibile.

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