5 aprile 2020
Aggiornato 01:30
Molte attiviste: «Non basta essere donna»

Hillary ha un nuovo nemico: le donne

Alla vigilia delle primarie del New Hampshire, il cammino di Hillary Clinton verso l'obiettivo di essere la prima donna capace di diventare presidente degli Stati Uniti ha incontrato un ostacolo inaspettato: la difficoltà di convincere proprio le donne, giovani e anziane, a votare per lei.

NEW YORK - Alla vigilia delle primarie del New Hampshire, il cammino di Hillary Clinton verso l'obiettivo di essere la prima donna capace di diventare presidente degli Stati Uniti ha incontrato un ostacolo inaspettato: la difficoltà di convincere proprio le donne, giovani e anziane, a votare per lei. L'ultimo segnale inconfondibile, in questo senso, lo ha dato l'ultimo sondaggio di Cnn-Wmur, secondo cui Bernie Sanders ha un vantaggio su Clinton, tra le donne del New Hampshire, di otto punti.

Sondaggi e commenti
Un sondaggio, sottolinea il Washington Post, che si aggiunge ai commenti rilasciati nel fine settimana da due donne importanti nella storia politica del partito democratico, che hanno colto la difficoltà della candidata di attirare il voto delle donne: la giornalista e leader del movimento femminista negli anni '60 e '70, Gloria Steinem, e Madeleine Albright, prima donna a diventare segretario di Stato, durante il secondo mandato presidenziale di Bill Clinton, tra il 1997 e il 2001. Steinem si è scusata per aver detto, in un'apparizione televisiva, venerdì sera, che le giovani donne sostengono Sanders perché «i ragazzi sono con Bernie». Sabato, Albright si è attirata le critiche per aver detto che «c'è un posto speciale all'inferno per le donne che non si aiutano», anche se, a dire il vero, lo stesso concetto lo aveva già espresso diverse volte, in passato.

La strategia dello staff
Consapevole della sfida, lo staff di Clinton ha cercato, negli ultimi giorni, di mostrare la candidata come un alfiere dei diritti delle donne, aggiustando i suoi discorsi per mettere in rilasso proprio questo aspetto, secondo il Washington Post. Ieri, Clinton ha difeso l'intervento di Albright, affermando che «quello che stava cercando di fare era di ricordare alle giovani donne che questa battaglia non è ancora finita».

Votare Clinton solo perché donna?
Per molte attiviste, l'elezione di Clinton non sarebbe altro che il logico passo successivo nella loro decennale battaglia; molte ragazze, invece, hanno respinto l'idea di doversi in qualche modo sentire obbligate a votare per Clinton semplicemente perché è una donna. Negli ultimi mesi, Sanders si è distinto per la sua battaglia contro la disuguaglianza salariale e a favore dell'università gratuita, mostrandosi come il vero candidato femminista. «Hillary non sembra dedicarsi a questi temi fondamentali» ha detto Alexis Isabel Moncada, non ancora diciottenne, il cui account Twitter, @feministculture, lanciato in aprile, ha ormai 180.000 followers. Clinton, secondo Moncada, che compirà 18 anni prima delle elezioni di novembre, è ormai «scollegata dalla totalità delle donne», a causa della sua storia personale e della ricchezza accumulata.

(Con fonte Askanews)

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