8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Però perdere sia nell'Hawkeye State sia in New Hampshire è fatale

Calma e sangue freddo: vincere in Iowa non è cruciale

I caucus dell'Iowa presentano notoriamente un'importanza elettorale notevole. Ma la storia insegna che vincere all'inizio non è affatto necessario per condurre una buona partita

NEW YORK - I caucus dell'Iowa presentano notoriamente un'importanza elettorale notevole. Essendo gli eventi con cui tradizionalmente si apre la stagione del lungo percorso che porterà alla selezione dei candidati (uno democratico, l'altro repubblicano) che si sfideranno per aggiudicarsi la Casa Bianca, essi godono di una forte copertura mediatica e di una altrettanto forza simbolica. Proprio per questo, gli aspiranti alla presidenza degli Stati Uniti cercano di vincerli, non tanto per il numero di delegati messi in palio dai rispettivi partiti, quanto per dare un'immagine di sé di politici forti e riuscire così ad aumentare la propria raccolta fondi.

La storia insegna
Eppure, la storia mostra come - differentemente dalle primarie del New Hampshire - chi vince i caucus dell'Iowa spesso non è poi in grado di conquistare la nomination del proprio partito. E questo vale per entrambi gli schieramenti. Tra i repubblicani, nel 2012 nel cosiddetto Hawkeye State si impose (sul filo del rasoio) il senatore Rick Santorum; nel 2008, l'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee. Entrambi esponenti della destra evangelica, furono poi battuti nella corsa per la nomination: il primo da Mitt Romney (che in Iowa era arrivato secondo per una manciata di voti), il secondo da John McCain (che in Iowa era arrivato soltanto quarto). Un altro esempio: in occasione delle primarie repubblicane del 1980 Ronald Reagan fu sconfitto proprio in Iowa dallo sfidante George H. W. Bush, ma poi riuscì a diventare il 40esimo presidente con Bush scelto come suo vicepresidente per tutto il suo mandato (dal 1981 al 1989). L'ultimo repubblicano a vincere sia i caucus nello Stato del Midwest sia la nomination è stato George W. Bush nel 2000. La situazione in buona sostanza è simile nel partito democratico. E' vero che nel 2008 Barack Obama si impose in Iowa contro molti pronostici, riuscendo poi a vincere le elezioni. Ma Bill Clinton nel 1992 fu battuto ai caucus dello Stato da Tom Harkin diventando comunque il 42esimo presidente Usa (dal 1993 al 2001). Nel 1988 Michael Dukakis fu impallinato dal rivale Dick Gephardt, ma successivamente seppe aggiudicarsi la nomination. Quell'anno però le elezioni furono vinte dal repubblicano George H. W. Bush, rimasto alla Casa Bianca dal 1989 al 1993. 

Terra di fallimenti
L'Iowa può essere dunque una terra di grandi fallimenti, generalmente connessi ad altrettanto grandi (e spesso esagerate) aspettative. Nel 2007, numerosi sondaggi davano l'ex sindaco di New York, Rudoplh Giuliani, come sicuro candidato repubblicano alla Casa Bianca. Ma l'anno succesivo in Iowa venne letteralmente falcidiato e la sua corsa elettorale si concluse quattro settimane dopo. Stesso discorso per l'ex governatore del Texas, Rick Perry, nel 2012: l'ultraconservatore era dato tra i favoriti nei caucus dell'Iowa, salvo poi crollare poco decorosamente e ritirarsi. Sul fronte democratico non è andata meglio. Nel 2004 l'allora candidato Howard Dean,considerato il padre delle campagne politiche via web, era dato da molti come certo vincitore nell'Hawkeye State. Purtroppo per lui, venne sconfitto da John Kerry, il candidato dell'establishment che i sondaggi avevano indicato come senza speranze nei mesi precedenti. E a poco servirono le escandescenze del povero Dean (arrivato al terzo posto), che fu costretto ad alzare bandiera bianca pochi giorni più tardi. Kerry comunque non seppe vincere le elezioni di quell'anno, aggiudicate da George W. Bush (il figlio del 41esimo presidente nonché fratello di Jeb, il candidato repubblicano della stagione elettorale in corso). Anche Hillary Clinton nel 2008 credeva di avere la vittoria in tasca in Iowa. Peccato che incontrò sulla propria strada l'inizio dei suoi incubi: un senatore dell'Illinois (Obama) che finì col soffiarle una nomination e con essa il sogno di entrare alla Casa Bianca da Commander in Chief. L'ex first lady ci riprova quest'anno.

Cruciale o no?
La domanda a questo punto sorge spontanea: è cruciale vincere i caucus dell'Iowa? Storicamente, non è una necessità. Ma i successi nei primi Stati americani in cui si svolgono le primarie sono decisivi. Nessun reppubblicano dell'era moderna è per esempio riuscito ad aggiudicarsi la nomination perdendo sia in Iowa sia in New Hampshire. E' quest'ultima lo Stato dove gli sforzi dei candidati già si stanno concentrando: là il prossimo 9 febbraio sono previste le primarie.

(Con fonte Askanews)

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal