20 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Tra i democratici testa a testa Clinton Sanders

Usa 2016, e ora arriva il bello

Oggi 1 febbraio si apre ufficialmente in Iowa la stagione delle primarie e caucus del partito democratico e di quello repubblicano.

WASHINGTON - Oggi 1 febbraio si apre ufficialmente in Iowa la stagione delle primarie e caucus del partito democratico e di quello repubblicano. Una corsa lunga cinque mesi che porterà alla scelta dei delegati che parteciperanno alle due convention del prossimo luglio, dalle quali usciranno i nomi dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Secondo sondaggi e stime degli ultimi giorni, tra i repubblicani dovrebbe spuntarla Trump distanziando di oltre cinque ppunti percentuali il senatore texano Ted Cruz. Più incerta la battaglia in campo repubblicano, con Hillary Clinton (46,8%) solo di poco avanti a Bernie Sanders (44,3%).

Che cos'è il caucus
È un sistema elettorale adottato da alcuni Stati in occasione delle elezioni primarie. Si tratta dell'assemblea chiusa degli attivisti di partito, che scelgono i delegati alla Convention. Nel caso dell'Iowa gli attivisti che andranno nelle 1.681 sedi dello Stato - chiese, scuole, biblioteche - eleggeranno i delegati delle contee, che a loro volta eleggeranno quelli dello Stato e dei distretti che infine nomineranno quelli che andranno alla Convention del partito. Quella dei democratici si svolgerà il 25 luglio a Philadelphia, dove parteciperanno i 4.051 delegati, quella dei repubblicani dal 18 al 21 luglio a Cleveland, nella quale si riuniranno i 2.346 delegati. Trattandosi di elettori molto motivati e politicizzati, questo sistema tende generalmente a favorire i candidati più radicali (differentemente dal sistema delle primarie aperte, che attrae voti più trasversali e indipendenti). L'origine del nome è oggetto di discussione. Secondo alcuni il termine deriverebbe dal greco 'kaukos', che significa 'boccale', e indicherebbe il fatto che le riunioni così chiamate si svolgevano un tempo nei saloon e nelle bettole. Secondo la maggior parte degli storici, invece, trarrebbe origine dalle riunioni dei capi tribù dei nativi algonchini, così definite nella loro lingua.

I caucus dell'Iowa
I caucus dell'Iowa sono l'evento con cui si apre la corsa delle primarie americane. Quest'anno si terranno lunedì 1 febbraio. Ciascuno dei maggiori partiti organizzerà separatamente i caucus (che a differenza delle elezioni primarie sono eventi privati organizzati dai partiti con l'aiuto dei loro volontari), presentando regole differenti tra repubblicani e democratici. Per esempio, nel Grand Old Party si terrà un voto segreto, differentemente da quanto avrà luogo nel partito dell'asino. I repubblicani mettono in palio 30 delegati. I democratici 52. Il sistema di attribuzione in questo Stato è identico per entrambi i partiti ed è quello proporzionale.

Perché sono così importanti
Sono tre i motivi per cui i caucus dell'Iowa sono un appuntamento fondamentale per le primarie. La copertura mediatica: il candidato vincente acquisisce notorietà. Si pensi a due casi: Barack Obama nel 2008 e Rick Santorum nel 2012. Entrambi erano dati come nomi di poco conto. E riuscirono a imporsi vincendo proprio i caucus dell'Iowa. I finanziatori: spesso decidono di foraggiare i candidati che vincono i caucus. In considerazione di quest'ultimo fatto, spesso chi ottiene scarse performance in Iowa, viene abbandonato dai finanziatori e costretto ad arrendersi: si veda il caso di Rick Perry e Michele Bachmann nel 2012.

I precedenti
Per i repubblicani nel 2008 vinse l'ex governatore dell'Arkansas, Mike Huckabee. Nel 2012 invece, l'ex senatore della Pennsylvania, Rick Santorum. Entrambi esponenti della destra religiosa, nessuno dei due arrivò alla nomination. Per i democratici nel 2008 vinse Barack Obama, che avrebbe ottenuto poi la nomination. Secondo Real Clear Politics, Donald Trump sarebbe primo con il 31,4% dei consensi. Seguirebbe il senatore texano, Ted Cruz, al 25,2%. Terzo, il senatore della Florida, Marco Rubio, al 14,4%. Uno scontro a tre. Secondo il New York Times, Rubio punterebbe a indebolire Cruz, per cercare di favorire Trump. Rubio sarebbe convinto che una vittoria di Trump possa aprirgli la possibilità di accattivarsi in futuro le simpatie dei repubblicani spaventati dal miliardario.

La situazione attuale per i democratici
Sul fronte democratico, i sondaggi danno invece un testa a testa serrato: 46,8% per Hillary Clinton, 44,3% per Bernie Sanders. Dopo mesi di predominio estivo, a partire da settembre l'ex first lady ha iniziato a perdere terreno, subendo sempre di più la concorrenza del rivale socialista. Secondo alcuni sondaggi, Hillary risulterebbe avanti nel voto femminile. Ma Sanders sarebbe forte tra i giovani: proprio quella quota che nel 2008 permise a Obama di vincere nell'Hawkeye State.

(Con fonte Askanews)