16 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
In Iowa e nel New Hampshire Sanders in testa

USA 2016, si avvicina la sconfitta? Hillary sfodera la carta fiscale

Con i sondaggi che la danno sempre più in difficoltà contro Bernie Sanders nei primi due Stati dove si terranno le primarie, Hillary Clinton non si arrende, e promette un provvedimento «di sinistra»: una sovrattassa per i più ricchi

NEW YORK - Sempre più incalzata dal testa a testa con il rivale di sinistra Bernie Sanders nei due Stati dove inizieranno le primarie democratiche, Hillary Clinton ha sfoderato l'asso nella manica: la carta fiscale. L'ex first lady e segretario di Stato, infatti, ha lanciato la proposta, durante il suo tour in Iowa, di introdurre una sovrattassa del 4% per chi guadagna più di 5 milioni di dollari l'anno.

Una proposta coraggiosa
Secondo il Washington Post, l'intervento sarebbe particolarmente coraggioso, e non ha eguali da almeno 30 anni: perché il livello indicato dalla Clinton si spinge ben oltre quello contemplato dalla proposta dell'investitore Warren Buffet - abbracciata poi da Barack Obama -, che consisteva nell'applicare una tassa minima del 30% a chi ha un reddito lordo di oltre due milioni di dollari. 

Anche i ricchi devono pagare
La candidata democratica è stata perentoria: «Voglio attuare la Buffet rule: avere la certezza che c'è una tassa minima da pagare», ha spiegato, aggiungendo: «Voglio andare oltre e imporre ciò che io chiamo una giusta quota di sovrattassa ai multimilionari perchè ora siamo indietro e dobbiamo fare in modo che i ricchi e le società paghino più della loro giusta quota». In effetti, nonostante i tassi che colpiscono i redditi più elevati raggiungano il 39,6%, negli Usa sono molti gli escamotage che permettono ai ricchi di pagare di meno: i 400 americani che hanno guadagnato di più nel 2013 hanno pagato in media il 23% di tasse, secondo il team della Clinton, che cita il fisco americano.

In Iowa e New Hampshire superata da Sanders?
La proposta della Clinton è giunta dopo che gli ultimi sondaggi hanno evidenziato come l'ex first lady sia costantemente incalzata dal rivale Sanders. Notoriamente più di «sinistra» di lei, Sanders potrebbe conquistare i consensi della classe popolare e media democratica. Infatti, In Iowa, dove era sempre stata in testa, per la prima volta i sondaggi vedono la Clinton scendere al secondo posto, e Sanders dominare con un margine di 3 punti. Oltretutto, al momento il trend sembra stabile, e il competitor della Clinton potrebbe essere favorito dal particolare meccanismo dei «caucus» : quelle «assemblee» di elettori in cui si dibatte fino all'ultimo sono infatti generalmente considerate più vantaggiose ai candidati con maggiore appeal e fuori dall'establishment, come Obama nel 2008. Nel New Hampshire, Sanders è in vantaggio già da diverse settimane, e un sondaggio di FOX News lo dà addirittura con 13 punti di vantaggio sulla rivale. Per Hillary, insomma, gli auspici sono tutt'altro che buoni, e le prospettive potrebbero rivelarsi peggiori del 2008: allora, era arrivata terza in Iowa, ma aveva vinto in New Hampshire, eppure questo non le era bastato a restare front runner.

Hillary potrebbe davvero perdere?
Se perdesse ai primi due appuntamenti elettorali, non è chiaro se riuscirebbe a resistere all'«uragano Sanders», che nel tempo ha acquistato una sempre maggiore credibilità. Sembra però che in tutti gli Stati in cui si voterà a partire dal terzo appuntamento Clinton avrà gioco facile: peraltro, Sanders non sembra avere grandi chances nei maggiori Stati del Sud. Di certo, però, qualora Hillary si facesse superare in Iowa e New Hampshire, la sua immagine ne uscirebbe decisamente indebolita. Anche perché, proprio secondo il copione 2008, dopo essere partita come largamente favorita, i sondaggi nazionali sembrano cominciare a vacillare: a livello nazionale nell'ultima settimana ha perso 8 punti, passando dal 51% al 43%, mentre Bernie Sanders è al 39%. Da qui si spiega la nuova trovata elettorale giocata in materia fiscale: un tentativo di «strappare» a Sanders gli indecisi, affascinati dalle proposte coraggiose e nettamente «di sinistra» del competitor.