24 luglio 2019
Aggiornato 06:00
Regola vietava assistenza a un Paese in default nei confronti di un altro

Ecco come l'FMI ritocca regole interne per... l'Ucraina

Il Fondo Monetario Internazionale ha deciso di modificare una regola interna che minacciava la continuazione del suo piano di aiuti all'Ucraina, alzando le spalle di fronte a probabili accuse di cedere a pressioni politiche

WASHINGTON - Il Fondo Monetario Internazionale ha deciso di modificare una regola interna che minacciava la continuazione del suo piano di aiuti all'Ucraina, alzando le spalle di fronte a probabili accuse - da Mosca, certamente - di cedere a pressioni politiche.

La norma
Sino ad oggi, il Fondo non poteva garantire l'assistenza finanziaria a un Paese in default nei confronti di un altro Stato. Questa disposizione poneva particolari problemi nel caso dell'Ucraina, che beneficia di un piano di aiuti da 17,5 miliardi di dollari dallo scorso marzo e che è sul punto di entrare in default con la Russia.

Nessun rimborso
In difficoltà per le ingenti spese imposte dalla campagna militare contro i separatisti filorussi nell'Est del Paese, Kiev ha fatto sapere di recente che non rimborserà i tre miliardi dovuti alla Russia entro la fine dell'anno, prestati da Mosca all'ex regime del presidente Viktor Yanukovich.

Largo alle critiche
Ma il consiglio di amministrazione del Fmi, riunitosi ieri, ha deciso «di cambiare la regola sul rifiuto di pagamenti arretrati a fronte di creditori ufficiali», ovvero pubblici, come annunciato dal portavoce Gerry Rice. Le modalità e le clausole della modifica non sono state svelate e saranno precisate, ha aggiunto il portavoce, «nei prossimi giorni». Il Fondo ha cercato di fare barriera alle critiche scontate, e già anticipate sotto forma di «timori» da Mosca nei giorni scorsi, sostenendo che il dibattito su questa regola era in corso dal 2013, prima che scoppiasse la crisi ucraina. 

(Con fonte Askanews)